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IN CITY GOLF TRENTO: HOLE IN ONE. ATTENZIONE! SABATO GOLFISTI IN CITTÁ

IN CITY GOLF TRENTO: HOLE IN ONE. ATTENZIONE! SABATO GOLFISTI IN CITTÁ

Presentata oggi a Palazzo Geremia l’edizione 2021 di In City Golf
Sabato 18 settembre torneo con 72 golfisti in una gara a 18 buche
Grande valore mediatico dell’evento a Trento per la quarta volta
Si comincia dalle ore 11, coinvolto il centro della città

“Da quello che era un sogno, ora siamo ben presenti e concreti. Su Google, cercando “In City Golf” appaiono ben 73.112 risultati, con un valore mediatico di 1,5 milioni di euro, ad ogni edizione abbiamo in media più di 55 ore di televisione e 5.421 pagine di rassegna stampa in totale, tra cui l’ultima copertina di Livein Magazine. Abbiamo portato mille giocatori in dieci diverse location ospitanti, acquisendo una portata media di più di un miliardo di contatti”. Ha esordito così oggi, in occasione della conferenza stampa di presentazione di In City Golf Trento, Kurt Anrather, “sognatore”, inventore ed organizzatore di In City Golf.
Presentazione a Palazzo Geremia, nel capoluogo trentino, con interventi dell’assessore provinciale Achille Spinelli, dell’assessora comunale Elisabetta Bozzarelli, del consigliere comunale Andrea Merler e del direttore della APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi, Matteo Agnolin.
L’evento In City Golf verrà riproposto per la quarta volta a Trento sabato 18 settembre, e sarà un torneo a 18 buche, tutte davvero molto originali e ricavate negli angoli più belli e rappresentativi della città, con 72 giocatori.
“Ringrazio chi ha pensato di organizzare questo evento a Trento – ha detto l’assessore Achille Spinelli – è un evento di promozione integrata, che richiede l’impegno degli enti locali, come il Comune. È una manifestazione che può dare visibilità e slancio al turismo, all’integrazione sportiva e all’aspetto economico, gli sponsor credono in In City Golf e vogliono promuovere la propria attività proprio in questa occasione”. Gli ha fatto eco l’assessora comunale Elisabetta Bozzarelli: “Per il Comune c’è piena soddisfazione nell’aver fatto tornare In City Golf per la quarta volta a Trento, visto anche il periodo complicato. È la conferma che il Comune vuole investire in questi eventi, che da una parte fanno arrivare nuove persone a conoscere la nostra città, ma dall’altra portano la città fuori, proprio come per gli Europei di ciclismo della settimana scorsa. Capacità organizzativa, accoglienza e bellezza sono gli aspetti che si coniugano per rappresentare ciò che deve essere una città”.
È intervenuto anche Andrea Merler: “L’amministrazione comunale ha creduto nella continuità di questo evento, la cui quarta edizione non era scontata. Ciò dimostra come la politica si impegni per la promozione della città anche attraverso lo sport, per far parlare della città e mostrarla sia ai trentini sia ai turisti da tutto il mondo. È la cosa a cui tengo di più”.
Infine Matteo Agnolin – APT di Trento ha rimarcato: “In City Golf è l’ennesima occasione per Trento di indossare un abito diverso, sempre mantenendo qualità e servizi ad un livello molto alto. Kurt Anrather dimostra forte passione e professionalità e speriamo di poter collaborare anche in nuove occasioni invernali. Una manifestazione come questa significa mettersi in rete con altre città europee, che per noi rappresentano anche uno spunto di sviluppo turistico per il futuro”.
Tra i partners di In City Golf c’è anche la Cantina San Leonardo di Avio: “L’azienda non è avvezza a partnership – ha detto Mattia Cristoforetti – ma questa iniziativa ci sembrava un’ottima occasione, visto il successo delle precedenti. Inoltre, credo che golf e viticoltura abbiano alcuni punti di contatto. In primis la passione, del golfista sul campo, come per noi in campagna nel produrre risultati sempre più eccellenti. La convivialità: è un momento di incontro tra persone e generazioni, proprio come davanti a un bicchiere di vino”.
Infine Anrather ha illustrato alla platea le 18 buche nel dettaglio, si gioca nel cuore della città, in mezzo alla folla, in maniera completamente diversa rispetto ad un classico torneo di golf. La gente così può conoscere da vicino la disciplina del golf ed insieme visitare la città.
Saranno interessate Via Garibaldi, Via San Vigilio, Piazza Fiera, Piazza Duomo, Piazza Dante, Via Belenzani, Via Manci, Via Oss Mazzurana, Piazza Cesare Battisti e Piazza Pasi. Il torneo scatta sabato 18 settembre alle ore 11, sarà tempo di swing fino alle 16.30.
Info: www.incitygolf.it

4 GIORNI ADRENALINICI IN VAL DI FIEMME. DISTANCE E SPRINT TRA ZIANO, LAVAZÉ E CERMIS

4 GIORNI ADRENALINICI IN VAL DI FIEMME. DISTANCE E SPRINT TRA ZIANO, LAVAZÉ E CERMIS

Da giovedì a domenica Campionati del Mondo e finale di Coppa del Mondo
Skiroll protagonista con quattro diversi format
C’è anche la gara “Open”, 15 km aperti a tutti

Ziano, in Val di Fiemme, si sta vestendo a festa. Questa è la settimana “mondiale” che torna dopo il successo del 2015, un’autentica saga dello skiroll.
Per chi non è avvezzo al mondo dello sci nordico, giova ricordare che la pratica dello skiroll è nata per consentire agli appassionati del fondo e della combinata nordica di allenarsi anche nelle stagioni in cui non c’è la neve. Ovvio che tutto è nato in Scandinavia, e parliamo degli anni ’30, ma è in Italia che lo skiroll ha suscitato l’interesse per l’agonismo. Tutto merito di Fabio Crestani, costruttore dei primi prototipi italiani e che insieme alla Marcialonga ha partorito l’idea della Skirollonga, un evento di massa, si parla di 500 partecipanti nei primi anni ‘80, con gare su strade aperte al traffico e non certo in condizioni ottimali, manifestazione che per tre anni ha visto partecipare tanti campioni come il “Grillo” De Zolt, Guidina Dal Sasso e Paolo Riva, per fare alcuni nomi.
Ora il mondo dello skiroll si è evoluto, gli attrezzi sono molto performanti e tanti atleti si sono specializzati proprio in questa disciplina, beninteso che comunque tutti i fondisti la praticano d’estate, diventando anche molto competitivi contro gli specialisti.
Succederà anche questa settimana in Val di Fiemme, appunto con i FIS Rollerski World Championships, quattro giornate da giovedì a domenica con gare intense e aperte a junior e senior, ed eccezionalmente domenica anche agli amatori per una “Open” da incorniciare, nella mitica scalata al Cermis, un po’ come d’inverno nella finalissima del Tour de Ski.
Comitato fiemmese al lavoro, lo stesso della Coppa del Mondo, con un esercito di volontari a garantire il perfetto svolgimento di gare che avranno il compito di assegnare lo scettro mondiale e le rispettive medaglie, ma anche gli ultimi preziosi punti che decideranno la classifica di Coppa del Mondo.
Quattro i format di gara, con la nuova pista di Passo Lavazè che entra in punta di piedi nell’atmosfera iridata. Giovedì infatti gara di apertura nel pomeriggio alle 14.45 al Lavazè con la Interval Start in tecnica libera sulle distanze di 10 km (donne j/s), 13 km (junior maschi) e 16 km (senior maschi). Venerdì a Ziano (dalle ore 17) andrà in scena l’adrenalinica Sprint, 200 metri di puro spettacolo e dove gli azzurri sono attesi ad una grande prova, quindi sabato la Team Sprint, sempre a Ziano, disciplina nella quale l’Italia si è imposta nell’ultima Coppa del Mondo disputata nel 2019. Due giornate a Ziano tutte in tecnica libera, mentre domenica si disputerà la Mass Start in tecnica classica, 15 km con un primo tratto tutt’attorno a Ziano e l’epilogo sull’Alpe del Cermis.
In gara atleti di Belgio, Germania, Italia, Lituania, Marocco, Norvegia, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Thailandia, Taipei e Ucraina.
L’Italia punta su Matteo Tanel, Emanuele e Francesco Becchis, Michael Galassi, Luca Curti, Riccardo Lorenzo Masiero, Alessio Berlanda, Michele Valerio, Aksel Artusi, Riccardo Munari, Giovanni Lorenzetti e Marco Gaudenzio, quindi, al femminile, Elisa Sordello, Laura Mortagna, Sabrina Borettaz e Maria Gismondi. Convocati anche Tommaso Dellagiacoma, Elia Barp, Andrea Zorzi, Stefano Carli, Francesca Cola, Anna Maria Ghiddi, Elisa Brocard e Ilenia Defrancesco.
C’è ancora spazio per la gara “Open”, le iscrizioni si chiuderanno infatti a mezzogiorno di venerdì. La competizione ricalca il format dei senior, dunque 15 km in tecnica classica con la salita del Cermis. E al via vedremo, ad armi pari, amatori e agonisti e quanti non inseriti nella rosa dei quattro atleti per nazione accettati al Campionato del Mondo. Una gara nella gara. Estate ed inverno, lo sport di livello è sempre di casa in Val di Fiemme!
Info: www.fiemmerollerskicup.it

DA UN SOGNO “PROIBITO” ALL’IN CITY GOLF. TORNA IN CITTÁ A TRENTO L’ORIGINALE TORNEO

DA UN SOGNO “PROIBITO” ALL’IN CITY GOLF. TORNA IN CITTÁ A TRENTO L’ORIGINALE TORNEO

Southwest Greens Central Europe In City Golf Trento 2021 presented by Engel & Völkers
Sabato 18 settembre per la quarta volta palline in volo a Trento
18 buche molto speciali per 72 selezionati golfisti
Da Piazza Duomo a Piazza Fiera, da Piazza Dante a Piazza Battisti
Palline morbide, ma “ferri” autentici

“Il golf è più difficile del calcio perché la pallina sta ferma: così la guardi, cominci a pensare a tutto quello che ti hanno insegnato e finisci quasi sempre per sbagliare.” Sono parole di Gianluca Vialli.
Di golf, spesso, si parla a sproposito: sport per ricchi o sport per tutti? Sta di fatto che a tutt’oggi pure la sua origine è incerta. Chi parla dell’Olanda (dove ‘kolf’ significa bastone, che in gergo golfistico è l’attrezzo per lanciare la pallina), altri asseriscono che il golf nasce in Scozia dove si riscontrano il primo campo, la prima associazione, le prime norme e la declinazione elitaria che ne farebbe una disciplina solo per uomini. E si dice anche che G.O.L.F. sia l’acronimo inglese di Gentlement Only-Ladies Forbidden, ovvero “solo per uomini, proibito alle donne”.
C’è però un punto fisso, l’origine di In City Golf. È frutto di un ‘sogno’ del 2009 di Kurt Anrather, il C.E.O. di Curtes. Dal 2018 la città di Trento ospita appunto In City Golf, e lo farà anche quest’anno sabato 18 settembre, poco tempo dopo il grosso successo riscontrato ad Innsbruck in una similare manifestazione. L’appuntamento consiste in un originale torneo a 18 buche con 72 giocatori, con svolgimento in centro città.
Il nome dell’evento, In City Golf, e la location, la bella ed accogliente città di Trento, suggeriscono che si tratta di un torneo golfistico molto particolare. Non c’è, ovviamente, la concentrazione del golf tradizionale sul green, non c’è l’erba soffice e tagliata come il velluto, ma ci sono buche originali nei punti più reconditi della città del Tridente.
Quest’anno, per evitare limitazioni imposte dalle norme anti Covid, nessuna buca sarà allestita al chiuso, come lo era stato in passato ad esempio dentro il Teatro Sociale, non sarà quindi necessario indossare la mascherina. Trento sarà come sempre ospitale per i golfisti, che per una giornata abbracciano il centro storico con gli originali caddy e sacche ripiene di “ferri” per mettere in mostra swing d’autore.
Anche quest’anno Kurt Anrather per i 72 fortunati golfisti ha preparato “buche” impegnative e spettacolari, che sicuramente divertiranno chi sabato 18 sarà a spasso per la città tra Piazza Duomo, Piazza Fiera, Piazza Battisti e Piazza Dante, per dare dei confini a questo speciale campo da golf ‘virtuale’, che poi virtuale non è.
Tutte le buche pongono ai partecipanti sfide particolari del classico gioco del golf: dal tee al putt. In Via Garibaldi ci sarà il Bunker Shot (il tiro dalla buca di sabbia), in Piazza Fiera il Longest Drive (tiro lungo con speciali palline), il Par 3 (un primo tiro da una pedana in alto e poi il centro in buca), il Goalwall, due minuscole finestre ricavate in un portone da garage Mortec Tooor, il Bowling con piccoli birilli su un parquet di Fiemme 3000, quindi la Fontana, ovvero il Nettuno di Piazza Duomo, il San Leonardo, uno speciale bicchierone dell’omonima cantina di Avio da centrare con la pallina, e ancora “Finestra”, una realizzazione Internorm da centrare a distanza, ‘A22’ con una buca disegnata proprio dalla società autostradale, e ancora Pin (la bandiera nello slang golfistico), ma ci sarà anche una Porsche a fare da ‘buca’ in Piazza Cesare Battisti. Insomma questi sono solo alcuni esempi, mentre in Piazza Duomo sarà allestita anche una buca pubblica, dove chiunque potrà prendere confidenza con ferri e palline.
Spettatori e passanti ignari del torneo di golf cittadino non devono preoccuparsi. Se le palline da golf a volte volano a velocità impressionanti, con un record di 328 km/h raggiunti da una pallina scagliata dal professionista canadese Jack Zuback, a Trento le velocità saranno più modeste, ma soprattutto le palline utilizzate saranno in materiale morbido.
Sono tante le collaborazioni con Curtes per questo evento, sicuramente la partnership del Comune di Trento è quella più importante e significativa. Il programma, ora ufficiale, segue un po’ lo stile del mondo del golf. Venerdì 17 alle 20 presentazione delle buche presso la Club House di Piazza Pasi, alle 20.30 presentazione ufficiale Southwest Greens Central Europe In City Golf Trento 2021 presented by Engel & Völkers Trentino.
Sabato 18 settembre alle ore 10 brunch nella VIP Lounge presso la Club House in Piazza Pasi e alle 11 l’inizio del torneo. La conclusione è prevista alle 16, poi alle 20 premiazioni e cena di gala presso il Muse.
Info: www.incitygolf.com

A Lavarone week-end all’insegna della MTB. Tricolore XCE e Coppa Italia Giovani

A Lavarone week-end all’insegna della MTB. Tricolore XCE e Coppa Italia Giovani

SC Millegrobbe di nuovo sugli scudi col cross country
Nell’ XCE Eliminator c’è il Team Bramati con Eva Lechner & C.
Già oltre 250 giovani confermati per la Coppa Italia, iscrizioni aperte
Sabato 11 settembre gare nel pomeriggio (XCE), domenica in mattinata

A Lavarone la mtb ha celebrato negli anni tante storie del mondo marathon, con molti campioni a sfidarsi lungo gli spettacolari tracciati dell’Alpe Cimbra.
Dallo scorso anno a Lavarone la mtb è stata declinata anche alla disciplina cross country e lo ha fatto in punta di piedi, con la finale di Coppa Italia Giovanile e col Campionato Italiano Team Relay.
Una gara tira l’altra, e così per il 2021 lo SC Millegrobbe ripropone una due giorni dai toni tricolori: sabato 11 settembre chiama a raccolta i bikers per il Campionato Italiano XCE Eliminator e domenica 12 per una nuova prova di Coppa Italia Giovanile. Tutto si svolge al Centro Sportivo Moar sull’ormai collaudato percorso scovato nel 2021 dagli esperti dell’ASV Colle di Casies i quali affiancano, dal punto di vista tecnico, gli organizzatori dell’evento: un anello di 800 metri, belli tosti, per il tricolore XCE aperto a Open, Master e categorie giovanili, quindi un percorso di 3500 metri (150 m. dislivello) per la Coppa Italia riservata ad allievi ed esordienti.
L’XCE Eliminator è una sfida molto spettacolare ad eliminazione diretta, e a Lavarone si annuncia come un momento davvero eccitante. Tra gli iscritti – ma c’è ancora tempo per le adesioni – anche il team Bramati Trinx Factory che schiera Eva Lechner, Gioele Bertolini e i giovani Lucia e Marco Bramati. Ad oggi sono ben 170 le iscrizioni.
Molto più affollata, ovviamente, la gara di Coppa Italia con quota 250 bruciata da qualche giorno. Tra il resto la gara di Lavarone precede di una settimana esatta la finalissima del Ciocco, che assegnerà i titoli.
Il programma (sul sito www.100kmdeiforti.it) sabato è concentrato nel pomeriggio, domenica invece tutto si svolgerà in mattinata.
L’evento dello SC Millegrobbe è supportato dal Comune di Lavarone e dall’APT Alpe Cimbra.
Info: www.100kmdeiforti.it

DA TOKYO AD ARCO, L’ARRAMPICATA È D’ELITE. KO BOULDER E DUELLO LEAD, PER TUTTI I GUSTI

DA TOKYO AD ARCO, L’ARRAMPICATA È D’ELITE. KO BOULDER E DUELLO LEAD, PER TUTTI I GUSTI

Presentata la gara di domani al Birrificio Impavida di Arco
Adam Ondra contro tutti, ci saranno anche Rogora, Tesio, Ghisolfi, Fossali e Piccolruaz
Novità dell’ultima ora, arriva anche l’altro gardenese Filip Schenk
Spettacolo dal vivo per pochi, diretta RAI Sport 21-23 e streaming video anche alle 11 e alle 15

“The day before”, quello che ha anticipato oggi il 34° Rock Master in programma domani ad Arco, in Trentino. Una presentazione alle autorità e alla stampa sulla terrazza del Birrificio Impavida di Arco.
C’erano, soprattutto, alcuni dei più attesi protagonisti: Adam Ondra, 5 vittorie al Rock Master, quattro ori mondiali e tre Coppe del Mondo, Stefano Ghisolfi, arrivato in tutta fretta dalla Francia dopo aver conquistato, terzo atleta al mondo, un 9c scalando la mitica Bibliographie, ‘liberata’ una prima volta dal tedesco Alex Megos. C’erano, reduci da Tokyo, anche Laura Rogora, tre ori junior proprio al Climbing Stadium di Arco, ‘Micha’ Michael Piccolruaz e Ludovico Fossali, campione del mondo in carica Speed.
Domani, confermata la diretta su RAI Sport dalle 21 alle 23 e lo streaming video sul sito www.rockmasterfestival.com delle tre gare, KO Boulder femminile (ore 11), KO Boulder Maschile (ore 15) e il Duello Lead (ore 21), sarà spettacolo vero, come del resto è sempre successo al Rock Master, la più longeva gara al mondo di arrampicata sportiva.
Ad encomiare il gran lavoro organizzativo è stato l’assessore allo sport e turismo della Provincia di Trento, Roberti Failoni: “Il connubio sport-turismo è il top, e in questo periodo il Trentino propone tutta una serie di grandi eventi, compreso il Rock Master”. Poi l’assessore ha voluto salutare nello specifico Laura Rogora e Stefano Ghisolfi, trentini ‘acquisiti’, che sfoggiavano e sfoggeranno in gara il marchio Trentino.
Ai ringraziamenti si sono aggiunti Dario Ioppi, assessore allo sport del Comune di Arco, e Silvio Rigatti presidente dell’APT Garda Dolomiti, il quale ha confermato anche l’impegno dell’APT nella manutenzione delle falesie dell’Alto Garda, frequentatissime dai climbers di tutto il mondo.
Stefano Tamburini, presidente della società Rock Master 20.20, ha ricordato il grande impegno di tanti volontari e la volontà del Rock Master di rinnovarsi di anno in anno annunciando, ma senza entrare nel dettaglio, che l’edizione 2022 sarà davvero innovativa.
Angelo Seneci, uno dei “visionari” fondatori del Rock Master ed ora anima tecnica del comitato, ha spiegato come l’evento sia sempre stato una fucina di idee facendo propri i suggerimenti degli atleti. Così quest’anno il Trofeo Rock Master si assegnerà sommando i punti del KO Boulder e del Duello Lead. “Non vuole essere una combinata – sottolinea Seneci – ma qualche cosa di diverso e nuovo. Siamo sempre stati gli antesignani nell’arrampicata e lo vorremmo essere sempre.”
Domani alle 11 (femminile) e alle 15 (maschile) il KO Boulder. 8 gli atleti al via per ciascuna delle due gare. Un format ad eliminazione boulder dopo boulder, con i migliori 3 a confrontarsi in finale. Prove che, contrariamente alla consuetudine, i concorrenti potranno vedere e provare, così da consentire ai tracciatori di proporre difficoltà estreme. Sarà così anche nel Duello, dalle ore 21. Dopo una prima prova di qualifica, un tabellone con gli 8 tempi incrocerà il migliore col meno performante e così via. Poi anche il Duello, alla fine, vedrà confrontarsi i due migliori in assoluto in una salita al cardiopalma. Un minuto e qualche frazione di secondo per raggiungere, forse, il top, o comunque per arrivare più in alto possibile sulle due vie identiche, tracciate con tanta “cattiveria” sulle pareti strapiombanti di 25 metri. Di sicuro lo spettacolo di Arco sarà all’altezza, …e non per i 25 metri, della fama del Rock Master.
Calato il sipario sulla presentazione, l’annuncio che l’austriaco Uznik proprio oggi è risultato positivo al Covid. Lo sostituirà in extremis l’altoatesino Filip Schenk, gardenese come Piccolruaz, saranno quindi sei in totale gli italiani in gara, inclusa anche la piemontese Giorgia Tesio.
Adam Ondra con la sua proverbiale semplicità ha raccontato che: “Il mio sogno fin da piccolo non era vincere Olimpiadi o Mondiali, era vincere il Rock Master! Ora voglio vivere proprio qui ad Arco. Dopo le Olimpiadi volevo fermarmi per un anno, ma non potevo mancare al Rock Master, però non ci sarò solo per fare presenza!”. Laura Rogora ha ricordato i suoi trascorsi ad Arco fin da giovanissima e poi i tre ori ai Mondiali Junior: “Faccio ovviamente fatica, ma riesco a conciliare i miei studi di matematica con l’arrampicata, mi alleno spesso al Climbing Stadium”. Faccia stanca ma soddisfatta quella di Stefano Ghisolfi: “Ho centrato il 9c l’ultimo giorno disponibile, poi dovevo rientrare ad Arco. Ci ho provato per tre mesi. Ora sono felicissimo. Adesso il mio sogno, Rock Master a parte, è quello d liberare un via altrettanto difficile, o forse più, qui ad Arco. Ci sto pensando sempre più convintamente”.
Ludovico Fossali ha ammesso che il Rock Master non è certo un’impresa facile per lui: “Credo di essere il primo velocista ad essere invitato a questa sfida. Ne sono orgoglioso, vedrò di sfruttare la mia preparazione olimpica anche di boulder e lead”.
“Anche per me il Rock Master è sempre stato un mito – sono parole di ‘Micha’ Piccolruaz – mi sono innamorato delle gesta di David Lama e a lui mi sono ispirato, domani darò tutto me stesso, vorrei fare podio!”
L’accesso per lo spettacolo dal vivo sarà riservato ai soli possessori di biglietti acquistati online, le limitazioni Covid hanno imposto norme restrittive. Per tutti lo spettacolo si potrà comunque ammirare su RAI Sport o seguendo lo streaming video su www.rockmasterfestival.com

Download immagini conferenza stampa:
www.broadcaster.it

L’OUVERTURE DEGLI SCI STRETTI A LIVIGNO. IL 4 DICEMBRE LA SINFONIA DELLA SGAMBEDA

L’OUVERTURE DEGLI SCI STRETTI A LIVIGNO. IL 4 DICEMBRE LA SINFONIA DELLA SGAMBEDA

Decisa la data della 31.a Sgambeda, la prima granfondo di stagione europea
35 km in tecnica libera, ma a fine ottobre aprirà la pista con la neve dello snow-farming
Una storia di successo per la gara livignasca, i primi a dominarla De Zolt e Dal Sasso
Iscrizioni aperte dal 1° settembre, ma solo per i primi 500 più veloci a registrarsi

L’ouverture è un brano orchestrale che gli artisti eseguono solitamente a sipario chiuso prima dell’inizio di un’opera, quasi sempre introduce una grande composizione musicale.
Sabato 4 dicembre Livigno propone la classica ouverture sulla neve, stavolta il ‘sipario’ sarà aperto, vasto, affascinante: il Piccolo Tibet, che ai primi di dicembre abitualmente è già ben imbiancato, manderà in scena la 31.a edizione della Sgambeda.
Sarà… una sinfonia all’italiana, rappresenterà come sempre l’apertura di stagione per lo sci di fondo delle lunghe distanze e infatti gli organizzatori mettono in pista l’evento un mese dopo l’apertura dell’anello di fondo, realizzato come succede da anni grazie allo snow-farming. Una pista che tanti atleti di primo piano, italiani e soprattutto stranieri, hanno prenotato per gli ultimi allenamenti in quota prima del via della Coppa del Mondo.
La Sgambeda ritorna alla tradizione, primo weekend di dicembre, 35 km a tecnica libera con partenza e arrivo a ridosso del centro di Livigno, sfruttando tutte le strutture del Centro Fondo livignasco.
Questa edizione, dopo lo stop imposto dal Covid la scorsa stagione, è molto attesa dagli appassionati che proprio in quel periodo abitualmente tolgono gli sci dalla soffitta per un primo weekend che sa di ritorno in pista con una “sgambata” sulla neve in mezzo alla natura.
In attesa di capire se ci saranno o meno restrizioni, gli organizzatori annunciano una edizione a numero chiuso, 500 gli ammessi a partire dal 1° settembre, quando in pratica i fondisti hanno bene in mente quali saranno i futuri impegni di stagione. La Sgambeda è dedicata soprattutto agli amatori, cultori della tecnica libera o skating come si usa dire in gergo fondistico, ma la competizione spesso ha esaltato le gesta di grandi campioni che negli anni hanno scelto Livigno per preparare le imprese più importanti. Nel 1990 il primo a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro è stato il “Grillo” Maurilio De Zolt, imitato al femminile da un’altra grandissima atleta, Guidina Dal Sasso. Da allora la Sgambeda e Livigno raccontano di imprese straordinarie anche con Gaudenzio Godioz, Silvano Barco, Michael Botvinov, e poi negli anni Gianantonio Zanetel, Marco Cattaneo e nei tempi più recenti l’asso norvegese Petter Northug, solo per fare alcuni nomi.
La quota di iscrizione fino al 31 ottobre ammonta a 50 euro, poi fino al 1° dicembre lieviterà a 60 euro. Cinque le categorie in base all’età, 18/30, 31/40, 41/50, 51/60 e infine over 60, e per i primi cinque maschi e femmine un montepremi decisamente allettante.
Da ricordare che a quota 500 le iscrizioni saranno congelate: meglio affrettarsi, potrebbe fare… freddo molto in fretta!
Info: www.lasgambeda.it

AD ARCO: ADRENALINA A FIUMI! IL ROCK MASTER SARÁ SPETTACOLO PURO

AD ARCO: ADRENALINA A FIUMI! IL ROCK MASTER SARÁ SPETTACOLO PURO

Venerdì si assegnerà il 34° storico Trofeo Rock Master
Gli azzurri e Ondra reduci da Tokyo… chiamano vendetta
KO Boulder e Duello Lead, un motivo in più per accaparrarsi un biglietto
Boulder femminile alle 11, maschile alle 15, Duello alle 21 in diretta RAI Sport

Mercoledì (25) alle 23.59, per non dire mezzanotte, scade il tempo utile per accaparrarsi un posto in prima fila al Rock Master di Arco. L’evento, ormai non è una novità, si svolgerà venerdì 27 agosto e proporrà una particolare sfida, quasi ad anticipare a grandi linee quello che sarà il confronto olimpico di Parigi, una “combinata” tra boulder e lead, ma con tanto, tanto pepe in più.
Il Rock Master, la cui 34.a edizione ci ricorda che l’evento del Garda Trentino è il più datato al mondo, proporrà il KO Boulder e il Duello Lead, quello che da anni tiene col naso all’insù tanti appassionati e curiosi. Le norme anti Covid hanno imposto una riduzione pesante del numero di spettatori al Climbing Stadium, per questo gli organizzatori sono stati obbligati a mettere in vendita i biglietti tramite una piattaforma online a cui si accede dal sito www.rockmasterfestival.com. Sarà dunque uno spettacolo dal vivo per pochi fortunati quest’anno, ma qualche posto disponibile ancora c’è.
La KO Boulder è una formula originale riservata a otto selezionati atleti. I quattro blocchi potranno essere analizzati e studiati fin dal giorno prima, in modo che gli atleti possano esprimersi al meglio nel corso della gara, dando vita a passaggi di estrema difficoltà e movimenti incredibilmente spettacolari dall’alto coefficiente di tecnica e abilità. Ad ogni prova i fuoriclasse dell’arrampicata avranno a disposizione solamente tre tentativi per risolvere il blocco e raggiungere la presa sommitale, tenendo presente che il numero di tentativi e il punto più alto raggiunto da ogni concorrente si tramuteranno in un punteggio che, alla fine di ogni blocco, servirà per stilare la classifica a cui fare riferimento per le relative eliminazioni. Al termine di ogni prova due atleti verranno estromessi dal blocco successivo fino ad arrivare alla stretta finale, in cui la vittoria se la giocheranno i tre super campioni che saranno riusciti a farsi valere sulla concorrenza.
Sarà una questione non solo di forza fisica, tutt’altro: serviranno tanta tecnica e capacità di analizzare i blocchi, trovando la via migliore per risolvere senza intoppi le difficoltà presentate. Inoltre saranno necessarie abilità e velocità per portare a casa il successo nel KO Boulder, tenendo presente che comunque non sarà finita lì, perché per vincere il Rock Master servirà primeggiare anche nel Duello Lead finale.
Il “Duello” è il piatto forte del Rock Master. Anche in questo caso sarà una lead “lavorata”, nel senso che gli atleti potranno visionare la via, dando così “mandato” ai tracciatori di esagerare in quanto a difficoltà, a tutto vantaggio dello spettacolo. Per la gara lead ci sarà una prima prova che costruirà il tabellone degli otto atleti che poi si affronteranno in coppia su due vie identiche, un minuto o poco più per ciascuno con l’adrenalina a mille, per tutti.
Alla fine, chi avrà realizzato il miglior punteggio nelle due prove boulder e lead si aggiudicherà il Trofeo Rock Master.
Oltre al campionissimo Adam Ondra, cinque volte vincitore alla sfida arcense, si saranno anche i tre azzurri reduci da Tokyo. Laura Rogora ha bei ricordi al Climbing Stadium: “Gareggio ad Arco da quando ero piccola e ho tantissimi ricordi legati a questo posto, primo fra tutti il Mondiale giovanile 2019 dove ho vinto tre ori. L’atmosfera che si vive durante la manifestazione è veramente magica, una delle mie gare preferite, per il risultato ma anche perché gareggiare davanti al pubblico di casa è sempre bellissimo”.
Ci sarà anche Michael Piccolruaz, che non ha dubbi: “É un evento storico, già da bambino andavo a vedere le gare ed ammiravo i grandi atleti, da lì ho preso la motivazione e ho iniziato a sognare di gareggiare al Rock Master. Ho già partecipato quattro volte, ma sempre e solo al KO Boulder, due volte sono finito quarto. Arrivare lì sempre ai piedi del podio fa male, vorrei provare finalmente a prendermi questa rivincita e salire sul podio. Questo format con il boulder e il duello credo sia adatto a me e mi piace, visto che sono un arrampicatore abbastanza veloce”.
Ludovico Fossali è il terzo azzurro reduce da Tokyo: “Non sono certo soddisfatto. Avevo programmi dettagliati su quello che dovevo fare alle Olimpiadi, ma non sono riuscito a rispettarli. Direi che da qui si può solo che salire. Gareggiare invece al Rock Master è un’emozione unica. Essere invitato a uno dei più storici eventi dell’arrampicata è qualcosa di incredibile. Sarò il primo velocista ad essere invitato e anche questo vuol dire molto”. In gara ci saranno anche Stefano Ghisolfi, in vetta alla Lead quest’anno, ma anche il ceco Martin Stranik, lo sloveno Domen Skofic, l’austriaco Nicolai Uznik e il tedesco Yannick Flohè.
Tra le donne, invece, ci sarà il podio al completo che nel 2019 ha regalato emozioni al Climbing Stadium di Arco con, nell’ordine, la slovena Mia Krampl, la britannica Molly Thompson e appunto la Rogora. Con loro poi anche la piemontese Giorgia Tesio, l’altra slovena Vita Lukan, la francese Fanny Gibert, la ceca Eliska Adamskova e l’austriaca Jessica Pilz, anche lei olimpionica.
Appuntamento venerdì alle 11 col KO Boulder femminile, alle 15 con quello maschile e alle 21 col Duello Lead. Per chi vorrà godersi il grande spettacolo comodamente davanti alla TV, RAI Sport sarà in diretta dalle 21 alle 23 con l’intero Duello e le sintesi del Boulder. Sul sito www.rockmasterfestival.com sarà possibile godersi anche lo streaming di tutte le gare.

GINKGO: A CASTELLO DI FIEMME CE N’È PER TUTTI I GUSTI

GINKGO: A CASTELLO DI FIEMME CE N’È PER TUTTI I GUSTI

Sabato 28 agosto torna la festa dei runners a Castello di Fiemme
Staffetta a 5 con frazioni da 1,9 km a 9,8 km, Mini a due e Ultra con 30 km
É una kermesse senza necessità di licenze, solo tanta passione
Organizza il GS Castello di Fiemme

La Ginkgo Stafetten si sposta da inizio a fine agosto, ma la tradizione rimane. Il GS Castello propone, dopo la pausa 2020 dovuta al Covid, la 9.a edizione della gara podistica a staffetta con la novità appunto della data, fissata a sabato 28 agosto, oltre a modeste variazioni al tracciato che si snoda, suddiviso in cinque frazioni, tutt’attorno a Castello di Fiemme.
É una competizione a tutti gli effetti, ma la manifestazione vuole essere un vero e proprio happening dedicato agli amanti del running e spesso coinvolge corridori che abitualmente non frequentano i campi di gara. È un momento per condividere la passione per lo sport e stare all’aria aperta. Per partecipare non servono tessere o attestazioni varie, basta iscriversi per tempo con la squadra di cinque elementi, maschile, femminile o mista, come indicato nel dettaglio sul sito www.gscastello.it.
Cinque frazioni, dunque, di diverse distanze e altimetrie così da vedere in azione anche gente con preparazione differente. La prima frazione è di 5.5 km con 131 metri di dislivello, la seconda di 1.9 km e 14 m/dsl, la terza di 8.9 km con 248 m/dsl, la quarta di 3.9 km e 34 m/dsl e infine il quinto segmento è di 9,8 km e 266 m/dsl.
Tutte le frazioni scattano dal centro di Castello di Fiemme, la prima si dirige verso sud-ovest fino a raggiungere la località Ancona. Al capitello piega a destra verso la località Predaia per poi girare verso nord su un sentiero tra i pini, sbucando in cima alla forestale degli “animai de legno” che porta a Brozzin. Poi i runners svolteranno a sinistra sul sentiero del bosco dove si trova il punto di controllo, nei pressi della passerella sulla palude, per poi superare il lago di Brozzin. Da quel punto si sale lungo il sentiero fino alla ciclabile, raggiungendo la segheria Berti sul tracciato del primo Trofeo Topolino di sci di fondo. Da lì, lungo la nuova ciclabile, la tappa fa ritorno a Castello passando dalla località ”Pertega” proseguendo sullo sterrato della strada campestre verso la località “Mamera”, per poi risalire fra le ‘calli’ di Castello verso la zona cambio posta nei giardini comunali.
È una vera e propria “sprint” la seconda: da Castello affronta l’antico tracciato campestre che porta a Cavalese. All’altezza della “portela” i corridori si porteranno fra i prati e su sterrato verso la cima del “Doss de Marmolaia”, luogo fino agli anni Sessanta dedicato all’estrazione del gesso. Dalla sommità, dopo aver superato di pochi metri il capitello votivo, la gara gira a destra per ritornare verso Castello.
La terza frazione fotocopia la parte iniziale della prima frazione, proseguendo verso la Valle di Predaia sullo sterrato nel bosco fino ad incrociare la strada che risale il rio Predaia e porta ad Aguai. Prima di Aguai gira a destra per ritornare su un bel percorso vario e ondulato tra i prati verso la “Vecchia Stazione” di Castello da dove, raggiunta la segheria Berti, rientra a Castello sul tracciato della prima frazione.
La quarta e penultima frazione scorre verso Cavalese sullo stesso itinerario della seconda frazione. Superato il capitello votivo prende a sinistra e allungando in piano raggiunge la periferia di Cavalese. Poi la corsa prende per il campo sportivo di Cavalese per poi risalire sul “ Zelor de Cavales” in un bosco rado di pini. Rientra quindi in discesa tra i prati verso Castello immettendosi nella parte finale un po’ su sterrato e un po’ su asfalto.
Ultimo cambio e quinta frazione, praticamente un allungamento della terza, da Aguai verso Passo di San Lugano lungo la pista ciclabile fino alle ultime case dell’abitato, per poi fare ritorno in discesa ad Aguai. Ancora discesa e saliscendi verso la “Vecchia Stazione” e verso il traguardo di Castello sullo stesso tracciato della terza frazione.
Fra le novità di quest’anno c’è anche la Mini Ginkgo, staffetta a due elementi con categoria unica. È prevista una prima frazione di 1.900 metri riservata ai ragazzi nati nel 2010 e anni successivi, e una seconda frazione di 3.700 metri dedicata ai ragazzi nati dal 2006 al 2009.
E per i più allenati c’è sempre la Ultra Ginkgo, alla sua 5.a edizione, da affrontare individualmente e che mette in sequenza le cinque frazioni.
L’evento si svolge nel pomeriggio di sabato 28 agosto, i giovanissimi alle 14, mezzora più tardi toccherà a tutti gli altri.
Info: www.gscastello.it

MARCIALONGA RUNNING, NO GREEN PASS!IL 5 SETTEMBRE SI CORRE SENZA PATEMI

MARCIALONGA RUNNING, NO GREEN PASS!IL 5 SETTEMBRE SI CORRE SENZA PATEMI

Le disposizioni lo consentono ai runners della Marcialonga Coop
Il 5 settembre la 19.a edizione della celebre corsa da Moena a Cavalese
26 km immersi nella natura lungo la pista ciclopedonale
Campioni e semplici appassionati, una gara davvero per tutti, anche a staffetta

Le disposizioni per limitare la diffusione del Covid si susseguono di giorno in giorno, ma ce n’è una che, fortunatamente, libera dall’obbligo di possesso della certificazione verde, quella per i partecipanti alla Marcialonga Running Coop.
Le norme ora consentono infatti di partecipare alla 19.a edizione del 5 settembre liberamente, senza, appunto, il Green Pass. Valgono le regole comuni, ovvero indossare la mascherina nei primi 500 metri, presentare il modulo anti-Covid e per il resto… muscoli e fiato per affrontare i 26 km, gran parte in leggera discesa e falsopiano e con gli ultimi sparuti chilometri in salita, giusto per dare tono alla classifica. Del resto la Marcialonga Running è sempre stata così, quest’anno cambia poco, se non l’arrivo in Viale Mendini a Cavalese per evitare la zona pedonale e limitata di Via Bronzetti, e dunque con spazi un po’ più ampi e anche per ricordare l’arrivo (anche se in senso inverso) della gara invernale. Ci sarà anche un tratto nuovo da Predazzo a Ziano, tutto su pista ciclopedonale, che sicuramente creerà maggiore pathos.
Per chi gareggia abitualmente sarà importante anche il rilevamento intermedio della mezza maratona, a Masi di Cavalese, distanza tradizionale per tanti runners e soprattutto ben prima dell’inizio dell’ascesa verso il traguardo di Cavalese.
La partenza ritorna nelle consuetudini, in pieno centro a Moena. Il periodo di inizio settembre è sicuramente appagante con gli scenari dolomitici sempre affascinanti, brezza fresca ideale per correre e soprattutto l’atmosfera che Marcialonga infonde da sempre, un evento che si sviluppa lungo le due vallate di Fassa e di Fiemme col supporto di una marea di volontari.
Per chi non è allenato alle distanze medio lunghe c’è sempre la possibilità di gareggiare nella staffetta, che ha anche scopo benefico, con tre frazioni di 8, 10 e 8 km, da Moena allo Stadio del Salto di Predazzo, poi ulteriore cambio allo Stadio del Fondo di Lago di Tesero, olimpico anche quello, con l’ultima frazione fino al traguardo di Cavalese.
La Marcialonga Running Coop è una gara tipicamente per amatori ed appassionati, ma c’è chi cerca anche un po’ di notorietà e soddisfazione puntando a vincere una competizione dal nome prestigioso. Negli anni l’albo d’oro ha registrato nomi di tutto rispetto, italiani e stranieri. Uno che nelle ultime edizioni ha fatto parlare di sè è il gambiano Ousman Jaiteh, primo nel 2018 e secondo nel 2019. Un runner dalla storia importante, arrivato in Italia con uno dei tanti barconi e che ha trovato casa e lavoro in Valsugana. Poi col Covid ha smesso di gareggiare, ma il richiamo della Marcialonga è forte e ora si sta allenando per rientrare. Un bel tris di podi sarebbe un’altra bella storia da raccontare. Già col pettorale addosso c’è Matteo Vecchietti, vincitore un mese fa della Primiero Dolomiti Marathon, e ci saranno anche Ismail El Haissoufi, 5° lo scorso anno, e Peter Lanziner, aficionado delle gare Marcialonga, collezionando un 3°, un 4° e un 5° posto alla Running Cup, ma in classifica anche nella Cycling Craft e nella gara con gli sci. Si sa però che i nomi che contano attendono gli ultimi momenti per iscriversi, soprattutto gli atleti dei grandi altipiani africani.
Tra le donne Ivana Iozzia non nasconde le proprie ambizioni: ha al suo attivo due primi, un 2° e un 3° posto. Ha già confermato anche Loretta Bettin, terza nel 2019.
Cha la Marcialonga Running Coop sia una gara “per tutti” lo confermano i grandi numeri del passato, con una buona quantità di staffette e tanti fondisti a confrontarsi nelle tre frazioni, ma ci sono anche concorrenti giovanissimi tra i quali anche due fondiste del 1999, Caterina Piller e Marta Gentile, e pure runners “consumati” …under 80, Nicola Binelli del 1943 e Liudmila Kolobanova del 1944.
Marcialonga Running Coop 2021, perché non esserci?

Info: www.marcialonga.it

SCI DI FONDO, BUONE NEWS DAL TEAM ROBINSON.

SCI DI FONDO, BUONE NEWS DAL TEAM ROBINSON.

A settembre primi corsi della Academy dello sci di fondo
Allenatori e tecnici qualificati del Team Robinson Trentino al servizio di giovani e meno giovani
Sergio Piller, Loris Frasnelli e Luigi Girardi guidano i vari gruppi

Lo sci di fondo in Italia fatica a trovare ricambi fra gli atleti e non è certo solo un problema di Covid. Lo sport con gli sci stretti regala grandi emozioni e soddisfazioni, per raggiungerle occorre fare tanta fatica e sacrifici. Spesso manca anche un progetto o un programma per migliorare le prestazioni, per raggiugere livelli insperati ma possibili. Anche in Norvegia si sta cercando di coinvolgere maggiormente i giovani che si stanno allontanando sempre più dal settore dello sci nordico.
La Double Poling Academy, braccio operativo del Team Robinson Trentino, si sta approcciando alla prossima stagione invernale con un progetto ancora più ambizioso. È stata pensata e creata per dare una ‘scossa’ al mondo degli appassionati, giovani e meno giovani, mettendo loro a disposizione una struttura in grado di offrire consigli tecnici riguardanti sia la tecnica sia i materiali, i programmi di allenamento base, convenzioni con shops e brand di settore, partecipazione ai training camp assieme ad alcuni dei migliori atleti italiani e con allenatori e tecnici professionisti. E tutto per creare una sorta di “sistema fondo” per giovani e forse “talenti”, oppure appassionati stimolati a riprendere la propria passione di un tempo, insomma davvero un sistema fondo a 360°.
Nel progetto della Double Poling Academy si punta anche a valorizzare il potenziale del territorio, i camp si terranno nelle vallate trentine a cadenza mensile, per poi passare sulla neve. Come in ogni academy che si rispetti… all’interno dei corsi si svolgerà anche una sorta di opera da ‘talent scout’, per scovare possibili nuovi talenti provenienti dall’encomiabile lavoro delle società sportive dislocate sul territorio, che però fanno spesso fatica a trovare uno sbocco importante.
La scorsa stagione, pur in periodo di pandemia, la Double Poling Academy – che non è dedicata alla sola specialità del double poling ma allo sci di fondo in tutte le sue espressioni compreso lo skiroll – ha raccolto un grosso successo, in totale una sessantina di partecipazioni. E proprio in questa stagione due ragazzi della Academy dello scorso anno, grazie al loro impegno e alle loro qualità, sono stati promossi nel Team Talent e quindi ecco che il progetto rappresenta un ulteriore stimolo per crescere.
Per Bruno Debertolis, fondatore della Double Poling Academy, l’iniziativa è una fucina di storie diverse, alle volte incredibili di ragazze, ragazzi, sportivi di ogni età che non hanno smesso di inseguire i propri sogni e che forse, grazie al supporto della Academy, sono riusciti o riusciranno a realizzarli. La condivisione poi di esperienze diverse, di chi ha addirittura conquistato medaglie mondiali e olimpiche, ma anche di chi ha iniziato a sciare in età avanzata, ha un fascino pazzesco.
Le informazioni dettagliate si ricevono contattando i responsabili della Double Poling Academy tramite i social del Team Robinson Trentino, Facebook ed Instagram, ed anche alla mail doublepolingacademy@gmail.com e sarà meglio affrettarsi, perché il primo corso scatta nel primo weekend di settembre in occasione della Marcialonga Running Coop. Nel frattempo c’è già un gruppo di atleti, seguito con programma personalizzato, che sta svolgendo attività sotto la guida di Loris Frasnelli, affiancandosi talvolta al Team Talent coordinato da Sergio Piller. Il referente per le attività Academy è Luigi Girardi, ex FFOO di sci orientamento, al quale non manca certo l’esperienza.
Le prime gare sugli sci stretti sono annunciate a dicembre, è già ora di preparare il fisico per le prime uscite sulla neve, alla luce anche del fatto che a fine ottobre apriranno le prime piste in quota servite dallo snow-farming, come Livigno e Val Martello.
Info: www.robinsonskiteam.com