Categoria: sport

GF VAL CASIES: COME TE NON C’Ė NESSUNA. SUPERATI I 1000 ISCRITTI A SETTEMBRE!

GF VAL CASIES: COME TE NON C’Ė NESSUNA. SUPERATI I 1000 ISCRITTI A SETTEMBRE!

37.a Gran Fondo Val Casies il 15 e 16 febbraio 2020
La marcia di avvicinamento alla ski-marathon procede senza intoppi
Prosegue la partnership con i Mondiali di Biathlon di Anterselva
Il fresco vincitore della Coppa del Mondo di skiroll Matteo Tanel sarà al via con il numero 1

La Gran Fondo Val Casies – prossima edizione il 15 e 16 febbraio 2020 – non smette (mai) di stupire, e la proposta vincente composta dall’inconfondibile modus operandi fatto di organizzazione, accoglienza e agonismo viene premiata con il raggiungimento dei 1000 iscritti, quando sono ancora molti i mesi che separano gli appassionati di sci di fondo dalla ski-marathon altoatesina.
Per la precisione, i pettorali assegnati sono già 1.057 su 2.500, addirittura con 31 nazioni registrate. Soddisfazione del comitato presieduto da Walter Felderer anche per l’ottimo numero di fondiste al via, attualmente al 26%, senza dimenticare le categorie Just for Fun (senza classifica), da sempre molto affollate. Prosegue inoltre la partnership “i Mondiali di Biathlon di Anterselva incontrano la Gran Fondo Val Casies” poiché, grazie della concomitanza nel 2020 delle due grandi manifestazioni e alla breve distanza che separa le due location, i due contest altoatesini offriranno un biglietto cumulativo valido per l’accesso alla rassegna iridata e per la partecipazione alla Gran Fondo Val Casies. Con l’iscrizione alla 37.a edizione della granfondo ci sarà infatti la possibilità di acquistare i biglietti singoli per la gara mondiale di biathlon di giovedì 13 febbraio e di venerdì 14 febbraio, mentre chi è già titolare di un biglietto dei Mondiali di Anterselva potrà essere presente nelle vesti di fondista alla Gran Fondo Val Casies in tecnica classica del 15 febbraio, il tutto a tariffe convenienti.
Oltre alle prelibatezze culinarie, il comitato proporrà il consueto (e sontuoso) menù in tecnica classica e in skating sulle distanze di 30 e 42 km, confermando in toto i tracciati della passata edizione che raccolsero riscontri più che favorevoli. Investimenti importanti sono stati fatti lungo il percorso, ed ora non resta che attendere l’arrivo dei migliori specialisti degli sci stretti. Uno c’è già, ed è il migliore al mondo – non con gli sci da fondo bensì con gli skiroll – e indosserà il pettorale numero 1, si tratta del vincitore della Coppa del Mondo di skiroll il cui nome compare già nell’albo d’oro della Gran Fondo Val Casies 2018: Matteo Tanel.
Al sito web della Gran Fondo Val Casies sono attualmente in offerta numerosi articoli del merchandising, ricordando le tariffe di partecipazione di 58 euro (TC), 59 euro (TL), 95 euro (TC + TL), 47 euro (Just for Fun), 76 euro (Just for Fun TC + TL) e lo sconto del 50% sulle quote di gara riservato ai giovani.

Info: www.valcasies.com

DOLOMITES SASLONG HM IL 6 GIUGNO 2020. ISCRIZIONI APERTE ALLA TERZA EDIZIONE TRAIL

DOLOMITES SASLONG HM IL 6 GIUGNO 2020. ISCRIZIONI APERTE ALLA TERZA EDIZIONE TRAIL

Il 6 giugno 2020 3.a Dolomites Saslong Half Marathon in Alto Adige
Partecipazioni già al via per la mezza maratona di trail running
Allo scoperta delle meraviglie del Sassolungo in località Monte Pana – Santa Cristina
Iscrizioni a 45 euro entro il 31 dicembre – numero limitato 600 runners

La Dolomites Saslong Half Marathon in località Monte Pana – Santa Cristina nell’altoatesina Val Gardena, meravigliosa galoppata di trail running nei dintorni del Sassolungo, torna a farsi sentire dopo la scoppiettante seconda edizione che vide le affermazioni personali di Stefano Gardener al termine di una lunga fuga vincente su Piazza e Felicetti, con Petra Pircher a fare “due su due” davanti a Guidolin e Marcolini.
Il comitato organizzatore di ASV Gherdeina Runners non siede sugli allori del passato, indicando la via futura a tutti gli appassionati: la prossima edizione sarà la terza e si disputerà il 6 giugno 2020, e chi vorrà già assicurarsi un posto ai nastri di partenza potrà farlo, vista l’apertura iscrizioni settembrina con la possibilità di schierarsi al via alla cifra di 45 euro, quota agevolata da versare entro l’ultimo giorno dell’anno, ricordando che il numero di partecipanti è limitato a 600 unità.
Nell’attesa ci si potrà allenare in assoluta tranquillità, la stessa che il comitato ogni anno vivamente caldeggia, lontani da qualsiasi tipo di eccessivo agonismo. “L’impegno è il traguardo” recita il diktat, lo sport è un contrappeso ai ritmi frenetici, e chi lo pratica in Val Gardena può usufruire di condizioni impareggiabili tra le Dolomiti patrimonio UNESCO, i gruppi del Sella, del Sassolungo e del Sasso Piatto, il Massiccio dello Sciliar e l’Alpe di Siusi. La Dolomites Saslong Half Marathon propone un tracciato di 21 km e 900 metri di dislivello, completamente privo di asfalto, ad un’altitudine fra i 1600 e i 2300 metri: una contesa al termine della quale “tutti saranno vincitori”.

Per info: www.saslong.run

TROFEO PASSO PAMPEAGO: “QUOTA” IMPERDIBILE. VAL DI FIEMME TERRA DI GRANDI EVENTI

TROFEO PASSO PAMPEAGO: “QUOTA” IMPERDIBILE. VAL DI FIEMME TERRA DI GRANDI EVENTI

20 euro per far parte della storia di una mitica salita
Il 15 settembre un evento nel cuore di tutta la comunità fiemmese
10.5 chilometri e 1.019 metri di dislivello da Tesero al Passo
Gara inserita nel circuito Südtirol.Berg.Cup – start alle ore 10.30

L’ottava edizione del Trofeo Passo Pampeago del 15 settembre in Val di Fiemme sarà imperdibile, da Tesero al Passo di Pampeago a partire dalle ore 10.30 per completare una delle salite mitiche del Trentino. Il tutto ad una quota tanto competitiva quanto la manifestazione, a soli 20 euro si gareggerà infatti dove il Giro d’Italia è passato in ben cinque occasioni. L’organizzazione dell’evento fiemmese è a cura del comitato di US Litegosa di Panchià e Ski Center Latemar, fornendo tutto il necessario ai concorrenti vista la complessità della cronoscalata, dai ristori al cambio indumenti, al pasta party e premiazioni (da quest’anno all’Hotel Scoiattolo di Pampeago) sino alla chiusura al traffico della strada da Pampeago al Passo, ricordando che gli spettatori potranno raggiungere la zona d’arrivo attraverso l’utilizzo della seggiovia Latemar.
La salita al Passo di Pampeago più conosciuta – di pendenza media di circa il 10% – è quella con partenza da Tesero in Trentino, ma per gli appassionati di ciclismo vi è anche un’ulteriore curiosità visto che esiste una seconda ‘scalata’ al Passo, meno nota, quella da Ponte Nova in Val d’Ega, in Alto Adige.
Il team che si occuperà di gestire l’ottava edizione del Trofeo Passo Pampeago verrà coadiuvato dall’apporto dei Vigili del Fuoco di Panchià, dalla Croce Rossa di Cavalese, dal comitato feste e dalla società impianti di Pampeago, dai volontari e non solo, molti ‘amici’ verranno a dare una mano perché il Trofeo Passo Pampeago è di tutta la comunità fiemmese, un ‘modus operandi’ vincente e diffuso in tutta la vallata trentina, che ospita ogni anno una miriade di eventi di Coppa del Mondo e gare allettanti. Il Trofeo Passo Pampeago è parte della Südtirol.Berg.Cup e la tradizionale cronoscalata vedrà i grimpeur mettersi alla prova con 10.5 km complessivi e 1.019 metri di dislivello, partendo dai circa 1.000 metri sul livello del mare di Tesero ed arrivando ai 2.000 metri del rifugio Zischgalm.

Per info ed iscrizioni uslitegosa@gmail.com e www.latemar.it

TROFEO PAMPEAGO: IMMANCABILE “CRONO”. DA TESERO AL MITICO PASSO PER LA STORIA

TROFEO PAMPEAGO: IMMANCABILE “CRONO”. DA TESERO AL MITICO PASSO PER LA STORIA

“La salita che da Tesero porta a Pampeago, anche se relativamente breve, presenta notevoli pendenze e impone un buon grado di preparazione”. Questa, in sintesi, la definizione di una delle Grandi Salite del Trentino rimasta nella memoria degli appassionati di ciclismo e nella storia dei grandi faticatori del pedale, pronta – il 15 settembre – a far tornare in sella i corridori in vista dell’ottava edizione del Trofeo Passo Pampeago. L’US Litegosa di Panchià e lo Ski Center Latemar predisporranno un evento da non perdere, ed i grimpeur lo festeggeranno ritrovandosi a competere come i ‘giganti’ del Giro d’Italia, pedalando anche in e-bike, novità assoluta del 2019. Quella di Pampeago è una salita perfetta per effettuare una cronoscalata, partendo da Tesero e giungendo sino al Passo di Pampeago completando 10.5 km totali e 1.019 metri di dislivello. Le imprese di Pantani risuonano epiche in Val di Fiemme, come quando nel 1999 completò una delle sue ultime opere d’arte in bicicletta. L’attacco degli scalatori è impetuoso ma i chilometri scorrono lenti, senza possibilità di respirare, ma godendosi una fatica che fa sentire campioni. Anche “el Diablo” Chiappucci e “Gibo” Simoni hanno incasellato Pampeago nel proprio curriculum, tra i pascoli, i prati e le cime dolomitiche a fare da sfondo ad una contesa senza pari. Per ben cinque edizioni il Giro d’Italia è passato da Pampeago, nel 1998 partendo da Selva di Val Gardena (18.a tappa) quando vinse il russo Pavel Tonkov, nel 1999 da Castelfranco Veneto (19.a tappa) Marco Pantani si prese una bella rivincita, passando al 2003 (14.a tappa) da Marostica con Gilberto Simoni protagonista, chiudendo con un’altra 14.a tappa (2008) da Verona con Emanuele Sella vincitore a Pampeago e nel 2012 infine da Treviso in occasione della 19.a tappa conquistata dal ceco Roman Kreuziger. La prova sarà valida per la Südtirol.Berg.Cup e il comitato informa gli appassionati che pasta party e premiazioni si svolgeranno all’hotel Scoiattolo di Pampeago.

Per info ed iscrizioni uslitegosa@gmail.com e www.latemar.it  

LAURA ROGORA IN FINALE AI MONDIALI ARCENSI. ELETTI I MAGNIFICI 8 LEAD, GINÉS LOPÉZ DA URLO

LAURA ROGORA IN FINALE AI MONDIALI ARCENSI. ELETTI I MAGNIFICI 8 LEAD, GINÉS LOPÉZ DA URLO

Laura Rogora

Campionati Mondiali Giovanili di arrampicata sportiva fino al 31 agosto ad Arco
Oggi in gara Youth A e Junior f, Rogora c’è e si qualifica da primattrice
Youth A femminili con Nika Potapova qualificata su Hirano e Douady
Youth A maschili con Alberto Ginés López al top

Oggi, ai Campionati Mondiali di arrampicata sportiva che si terranno ad Arco fino al 31 agosto, si sono svolte le semifinali lead delle categorie Youth A m/f e Junior femmine capitanate da Laura Rogora, in vista delle finali tra qualche ora al Climbing Stadium della località trentina.
La romana ha entusiasmato in qualifica ottenendo un 45 lungo una via difficile e qualificandosi come prima nettamente davanti alle altre atlete, la seconda infatti, la francese Nolwenn Arc (un nome un perché qui ad Arco…), ha ottenuto un 37+, mentre la terza miglior classificata, la statunitense Brooke Raboutou, un 30+. Risultati non troppo rilevanti, perché tutto potrebbe essere stravolto in finale (vedi l’abbandono di Filip Schenk a causa di una lesione al dito nella giornata di ieri), ma le sensazioni sono buone per la nostra fuoriclasse.
I più giovani Youth hanno visto invece una poderosa performance di Alberto Ginés López (top), ad aumentare il tasso di latinità in parete dopo il dominio dei giapponesi nella giornata di ieri. Secondo l’americano Colin Duffy (47+), serio candidato ad un piazzamento a podio, e terzi a pari merito i nipponici Hidemasa Nishida ed Ao Yurikusa. A fare un’ottima impressione anche l’azzurro Davide Marco Colombo, unico della truppa italiana a qualificarsi (42+). L’ucraina Nika Potapova (50+) si è invece imposta al femminile sulla giapponese Natsumi Hirano (48+) e sulla transalpina Luce Douady (45).
Gli occhi saranno tutti puntati su di lei, ma Laura Rogora non sembra sentire la pressione, sfoggiando il consueto sorriso smagliante al termine di ogni prova, sperando però che stavolta quel sorriso possa portarla sul tetto del mondo.

Info: www.ywcharco2019.it

Semifinali Lead – Youth A maschile
1 Ginés López Alberto ESP; 2 Duffy Colin USA; 3 Yurikusa Ao JPN; 3 Nishida Hidemasa JPN; 5 Colombo Davide Marco ITA; 6 McArthur Hamish GBR; 7 Jenft Paul FRA; 8 Waller Zander USA

Semifinali Lead – Youth A femminile
1 Potapova Nika UKR; 2 Hirano Natsumi JPN; 3 Douady Luce FRA; 4 Egli Zoé SUI; 5 Michalkova Vanda SVK; 6 Pouget Camille FRA; 7 Phillips Emily GBR; 8 Rauth Jana AUT

Semifinali Lead – Junior femminile
1 Rogora Laura ITA; 2 Arc Nolwenn FRA; 3 Raboutou Brooke USA; 4 Adamovska Eliska CZE; 5 Dörffel Lucia GER; 6 Higuchi Yuka JPN; 7 Grossman Natalia USA; 8 Pötzi Mattea AUT

VITTOZZI-WIERER, IL BIATHLON INFIAMMA LIVIGNO. ALLA 1K SHOT NEVE D’ESTATE E SPETTACOLO DI RANGO

VITTOZZI-WIERER, IL BIATHLON INFIAMMA LIVIGNO. ALLA 1K SHOT NEVE D’ESTATE E SPETTACOLO DI RANGO

Al Palio delle Contrade entusiasmo e spettacolo tra i livignaschi
Stars e campioni olimpici a dispensare autografi e selfie
Il Team Livigno la fa da padrone sulla lingua di neve in centro
La neve dello snowfarming consentirà di aprire l’anello del fondo il 19 ottobre

Gareggiare d’estate su un bel letto di neve, col grande pubblico e nel cuore del centro abitato, non si può pensare ovunque. A Livigno è possibile, succede ormai da tanti anni col Palio delle Contrade e da tre edizioni con la sfida di fondo e biathlon “1K Shot” andata in scena stasera. Oltre 500 i contendenti al “Palio” a rappresentare le contrade livignasche, un bel gruppo invece quello degli atleti a gareggiare sulla distanza del chilometro e soprattutto con i ragazzi del Team Livigno e le due reginette mondiali del biathlon, Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi con tanto di medaglie mondiali e Coppe e Coppette in bella mostra nel parterre.

Di medaglie a festeggiare la grande giornata sportiva ce n’erano altre, come quella olimpica e d’oro di Michela Moioli (snowboardcross), quasi a suggellare l’assegnazione delle gare olimpiche 2026 proprio a Livigno insieme al freestyle, e quella di bronzo dello short track di Katia Zini.

Ovvio che sono arrivati in tanti a Livigno ad assistere al confronto con le due protagoniste mondiali del biathlon, e le due azzurre non hanno deluso le aspettative in una gara atipica, con tiro all’infrarosso e qualifiche a tempo, con semifinali e finali a confronto diretto. A festeggiare sul gradino più alto del podio nel fondo la svizzera Fabiana Wieser e il carabiniere Mirco Bertolina, nel biathlon il livignasco Saverio Zini e tra le donne, bissando il successo dello scorso anno, Lisa Vittozzi.

Giove Pluvio ha minacciato e poi graziato gli organizzatori, che con perfetta puntualità avevano steso con l’ausilio di 100 camion oltre 1000 metri cubi di neve degli 80.000 conservati con lo snowfarming, e che verranno utilizzati per aprire il 19 ottobre l’anello del fondo. Dunque solo un piccolo acquazzone e poi via alle gare, con davvero tanta gente ad applaudire i partecipanti.

Le qualifiche non regalavano sorprese, tutti i favoriti riuscivano a superare il primo step, solo Thomas Bormolini, attardato, ha rischiato la qualifica nel biathlon. Nel fondo femminile le due elvetiche Wieser e Heuberger dettavano il ritmo, con la giovanissima Anna Rossi costretta al ruolo di terzo incomodo, sia in qualifica che nelle fasi finali. Il tempo di Fabiana Wieser era inappellabile, ed era lei a guadagnare il primo gradino del podio con 1’22”176, con la connazionale Heuberger a quasi 2” e l’azzurrina a 11”.

Nel fondo Mirco Bertolina, finalmente in forma dopo i problemi alla schiena, staccava il miglior tempo in qualifica con 1’10”935, con lo sloveno Vili Crv a 2”, sorpresa della giornata. La finalissima era una passerella per Bertolina che poi concedeva al pubblico la sua speciale “capriola con gli sci”, ma solo quando è stato certo della vittoria in pugno. Lo sloveno ha pagato ancora quasi 2”, mentre la finalina è stata un testa a testa tra Francesco Manzoni e Matteo Ferrari, col primo a completare un podio di famiglia con lo zio Bertolina. Per Ferrari la medaglia di legno.

Il biathlon al maschile regalava spunti interessanti con gli atleti del Team Livigno. A spuntarla, alla fine, era Saverio Zini e non ha neppure avuto bisogno di sprintare, il cuneese Luca Ghiglione al tiro non è stato così preciso come il livignasco, togliendo la suspance che tutti si attendevano. Più equilibrata la finalina, con Rudy Zini a primeggiare su Thomas Bormolini in giornata “no”.

Ovvio che la gara più attesa era quella femminile del biathlon. Nelle semifinali lo scontro era impari. Marianna Bradanini e Daniela Gaglia se la sono dovuta giocare con le due campionesse del mondo e di Coppa. Così le due giovani biathlete si sono contese il terzo gradino del podio, con la Bradanini maggiormente precisa al tiro e dunque terza. Lisa Vittozzi è uscita per prima al poligono e le è bastato poco per bissare il successo del 2018, tra gli applausi del folto pubblico. Dorothea Wierer si è dovuta “accontentare” del secondo posto, ma se per l’altoatesina il copione sarà come quello della stagione passata – 2.a a Livigno al 1K – Shot e poi prima al Mondiale – ben venga la “sconfitta”. Per Lisa Vittozzi la vittoria tra il pubblico amico è sempre una iniezione di fiducia per la stagione entrante. Certo è che il Team Livigno è già in palla!
“Sono felice di essere qui a Livigno – ha detto la vincitrice – in mezzo agli amici ed alla gente che ci sostiene tutto l’anno. La preparazione sta proseguendo al meglio, la vittoria nel City Festival di Wiesbaden è stata una buona iniezione di fiducia, se in Germania ho avuto buone riposte dal poligono, questa sera devo dire che il feeling con la neve e gli sci c’è stato sin da subito. Sono sorretta da una buona forma, studiata con gli allenatori a tavolino per avere il picco clou durante il campionato del mondo di Anterselva. Personalmente il mio obiettivo è quello di partire già bene in Coppa del Mondo, non è per me un aspetto secondario al Mondiale”. Gran daffare poi per le due campionesse, insieme a Michela Moioli, Giorgio Rocca e Katia Zini a firmare autografi e scattare selfie con medaglie olimpiche, mondiali e “Coppe”.

E in quanto a Olimpiadi a sorridere c’era Antonio Rossi, lui che lo scorso anno proprio nella medesima manifestazione si diceva certo che la candidatura del 2026 sarebbe andata a buon fine. Ora sarà lui a tirare i fili della complessa macchina organizzativa lombarda.
Poi la serata è proseguita fino a notte inoltrata col Palio delle Contrade, con i contradaioli vestiti con i tipici costumi e con sci del passato in un mix di sport, goliardia e spirito di squadra.

A Livigno si pensa già alla prossima stagione, col fondo ad aprire i battenti il 19 ottobre e con lo sci alpino a fine novembre, quando andrà in scena anche l’importante gara di fondo La Sgambeda con la 30.a edizione, nel calendario di Visma Ski Classics.

Info: www.livigno.eu

1K SHOT – classifica fondo maschile
1 Bertolina Mirco 1:09.812; 2 Crv Vili 1:11.295; 3 Manzoni Francesco 1:11.295; 4 Ferrari Matteo 1:12.159

1K SHOT – classifica fondo femminile
1 Wieser Fabiana 1:22.176; 2 Heuberger Carine 1:24.029; 3 Rossi Anna 1:33.270

1K SHOT – classifica biathlon maschile
1 Zini Saverio 1:59.069; 2 Ghiglione Luca 2:29.737; 3 Zini Rudy 1:58.551; 4 Bormolini Thomas 1:59.027

1K SHOT – classifica biathlon femminile
1 Vittozzi Lisa 2:02.520; 2 Wierer Dorothea 2:11.059; 3 Bradanini Marianna 2:18.157; 4 Gaglia Daniela 2:43.843

LAURA ROGORA ANTICIPA LE OLIMPIADI E NON SOLO…AD ARCO UNA FUORICLASSE “TUTTOFARE”

LAURA ROGORA ANTICIPA LE OLIMPIADI E NON SOLO…AD ARCO UNA FUORICLASSE “TUTTOFARE”

Campionati Mondiali Giovanili di arrampicata sportiva dal 21 al 31 agosto
1300 atleti di 49 nazioni al Climbing Stadium di Arco
Laura Rogora competerà in lead, boulder e speed e al Rock Master Duel
Completeranno il trittico di specialità anche Papetti, Colombo e Schenk

Laura Rogora, instancabile climber diciottenne nata il 28 aprile 2001, è alta appena 147 centimetri. Un problema? Non proprio perché i 147 cm dal primo all’ultimo sono di pura abilità, consentendole un recupero più veloce e la capacità – non comune ma alla quale i climbers si dovranno abituare (a partire dalle Olimpiadi di Tokyo 2020) – di saper affrontare indistintamente le specialità lead, boulder e speed. E non solo… perché dopo il Mondiale nipponico e il Mondiale Giovanile, la romana si esibirà persino al Rock Master Duel del 31 agosto, non facendosi proprio mancare nulla. A fare l’en plein tra i 1300 atleti e le 49 nazioni degli IFSC Climbing Youth World Championships in programma dal 21 al 31 agosto ad Arco, in Trentino, anche Federica Papetti, Davide Colombo e Filip Schenk per quanto riguarda le file azzurre. Nonostante la giovane età e le prove al Mondiale giapponese che l’hanno vista stazionare attorno alla ventesima posizione (applausi per Ludovico Fossali oro speed e primo atleta azzurro a qualificarsi alle Olimpiadi di Tokyo 2020), a breve si potrà riscattare anche perché il palmarès di Laura Rogora racconta già di un Campionato del Mondo giovanile di arrampicata conquistato nel 2016 (categoria Youth B) e di un argento ai Campionati del Mondo giovanili nel 2018 (categoria Youth A), senza dimenticare i titoli a livello nazionale con il Campionato Italiano lead di arrampicata nel 2015 e nel 2016 e il Campionato Italiano boulder nelle medesime annate, il titolo di campionessa europea lead e il bronzo 2015 lead al Campionato Mondiale Giovanile ottenuto proprio ad Arco, risultato ‘perfezionabile’ tra una manciata di giorni. Una passione dovuta al padre che l’ha portata a scalare da giovanissima: “Ho iniziato ad arrampicare perché mio padre quand’era giovane scalava, e quando avevo circa 4 o 5 anni ha portato me e mia sorella a provare su roccia. A me è subito piaciuto, anche se praticavo ginnastica artistica e all’inizio ci andavo solamente qualche domenica, poi a 7 anni mi sono iscritta ad una palestra iniziando così ad arrampicare”. Alla poliedricità della Rogora si dovranno abituare anche gli altri climber visto che gli appuntamenti olimpici si avvicinano, e a Tokyo gli atleti dovranno gareggiare in tutte le specialità, lead, speed e boulder. Nonostante ciò, Laura Rogora pare prediligere la prima: “Tra lead e boulder mi trovo meglio nel primo caso”. I genitori raggiungono la ‘figlia prodigio’ alle gare o sulle falesie più vicine a casa, un’altra grande passione di Laura Rogora dove ha raggiunto strabilianti risultati, con l’obiettivo di scalare ma anche di godersi alcuni fra i paesaggi più suggestivi del pianeta: “Mi alleno anche a livello muscolare per tenermi pronta, spero di continuare a far bene sulle gare, ma anche ad allenarmi su roccia girando i più bei posti del mondo”. Nel febbraio 2016, a soli 14 anni d’età, divenne la prima arrampicatrice italiana ad aver salito una via di 9a, a Sperlonga, e da lì un’escalation costante sino all’annata corrente, nella falesia di Perles, in Spagna. Nel 2016 Laura Rogora venne nominata al Wild Country Rock Award nell’ambito degli Arco Rock Legends, e tra pochi giorni ai Campionati Mondiali Giovanili IFSC per lei sarà ancora lecito sognare.

Info: www.ywcharco2019.it

GHISOLFI PUNTA AL “DUEL” DOPO IL 6° POSTO MONDIALE. IL 31 AGOSTO IL MEGLIO DEL CLIMBING SI SFIDA AD ARCO

GHISOLFI PUNTA AL “DUEL” DOPO IL 6° POSTO MONDIALE. IL 31 AGOSTO IL MEGLIO DEL CLIMBING SI SFIDA AD ARCO

Intervista al più forte arrampicatore italiano in gara al Rock Master Duel – sesto lead al Mondiale
Ghisolfi si piazzò quarto lo scorso anno, ora tenterà di agguantare il podio
Tra i maschi anche Ondra, Schubert, l’altro azzurro Bombardi, Rudigier, Hojer, López, Bosi
Al femminile Schubert, Rogora, Kazbekova, Markovic, Krampl, Ghisolfi, Thompson e Kotake

Il più forte arrampicatore italiano, Stefano Ghisolfi, ha conquistato un sesto posto al Mondiale lead giapponese, e farà parte del lotto di atleti che competeranno il 31 agosto ad Arco in Trentino, nel Rock Master Duel, assieme ad altri sfidanti del calibro di Adam Ondra, vincitore della competizione nelle ultime quattro annate e del titolo lead laureandosi campione del mondo in Giappone, Jakob Schubert, giunto terzo assoluto, Marcello Bombardi, Max Rudigier, Jan Hojer, Alberto Ginés López, William Bosi, mentre tra le donne gareggeranno Hannah Schubert, Laura Rogora, Jenya Kazbekova, Mina Markovic, Mia Krampl – vicecampionessa del mondo lead dietro solamente alla fenomenale Garnbret, Claudia Ghisolfi, Molly Thompson e Mei Kotake.
I due Ghisolfi, Stefano e Claudia, sono piemontesi, ma ormai ‘adottati’ dalla comunità arcense: “Per me Arco è casa – afferma il primo, atleta poliedrico che si cimenta tra lead, boulder, speed ed arrampicata su falesia, tra i candidati al podio del “Duel” al Climbing Stadium di Arco – gareggiare qui mi dà motivazioni in più, come giocare in casa su un campo da calcio. Anche il pubblico è dalla mia parte, e questo è molto emozionante”. Al Rock Master Duel, Ghisolfi partecipò per la prima volta nel 2013 e giunse quarto lo scorso anno.
Stefano, cosa ti viene in mente quando senti la parola “Duel”? “Il Duel è una formula un po’ particolare che si vede solo al Rock Master. Mi piace perché è visto come il Rock Master ma in maniera più ‘amichevole’. Ci sono due vie uguali identiche di difficoltà che considero un misto tra lead e speed, perché nell’eseguire la propria performance bisogna andare allo stesso tempo anche veloci. Non esistono competizioni ufficiali di questo tipo. Molto bello perché è divertente e si fa solo una volta l’anno, c’è un’atmosfera tra gli atleti molto particolare, senza tensione. Poi quando si gareggia si trasforma tutto”.
Chi saranno i tuoi avversari principali? “Adam Ondra come favorito e Jakob Schubert che trova sempre il modo di finire a podio. Credo che il Duel avvantaggi gli atleti lead, ma bisogna avere la caratteristica di andare veloci. Nella lead ci si può fermare e riposare con un limite di sei minuti di tempo, mentre nel Duel negli scorsi anni si è andati sotto il minuto, non ci sono momenti per pensare, bisogna solo andar forte”.
Si creano amicizie nel vostro ambiente? “In gara siamo rivali ma fuori siamo amici, andiamo a scalare assieme anche con Ondra e Schubert che sono i miei principali avversari, quest’ultimo abita ad Innsbruck dove vado spesso ad allenarmi. Credo che questo sia dovuto anche alla tipologia di sport, sei da solo contro la parete e vince sempre chi arriva più in alto, non c’è scontro fisico diretto. Te la puoi prendere solo con te stesso”.
Prima del “Duel” si svolgeranno i Mondiali Giovanili, che ricordi hai e cosa consigli ai ragazzi? “Io vi ho partecipato per parecchi anni, non ad Arco perché nel 2015 non ero più junior, esperienza bellissima per lo stesso motivo del duello. Non è un mondiale senior, atmosfera rilassata ma livello altissimo”.
Hai già adocchiato qualche atleta che potrà impensierirti in futuro? “Ce ne sono parecchi, alcuni giapponesi in particolare. Il livello sta aumentando, ci sono tanti ragazzi di 15 o 16 anni davvero molto forti”.
Cosa deve fare un atleta che sogna di fare della propria passione un mestiere? “Avvicinarsi alla disciplina ora è molto facile, una volta occorreva che qualcuno ti portasse, adesso ci sono tantissime palestre in città, anche per chi vive lontano dalla montagna. Consiglio comunque di andare su falesia, io ho cominciato in palestra perché è più comodo, ti dà tante possibilità in più, ma poi occorre trasferire la passione su roccia, l’aspetto più bello dell’arrampicata”.
L’entrata al Rock Master Duel del 31 agosto sarà gratuita per il pubblico e le sfide verranno trasmesse sui canali di Rai Sport dalle 22.30 alle 23.45.

Info: www.rockmasterfestival.com

GARDA TRENTINO “AGEVOLATA” ENTRO IL 15 AGOSTO. 1000 RUNNERS E 32 NAZIONI ALLA HALF MARATHON

GARDA TRENTINO “AGEVOLATA” ENTRO IL 15 AGOSTO. 1000 RUNNERS E 32 NAZIONI ALLA HALF MARATHON

18.a Garda Trentino Half Marathon a Riva del Garda – “Race Jersey” a disposizione
1040 atleti e 32 nazioni (80% stranieri, 50% donne) fanno già parte della contesa del 10 novembre
26 euro per correre la 21K, 15 euro per la 10K, Kids Run ai piccoli
Miriade di iniziative collaterali gratuite abbracceranno la manifestazione

Sul Garda Trentino si corre per passione, per vivere le emozioni che solo la Garda Trentino Half Marathon sa dare, abbracciando nuove culture, orizzonti, mete e lidi, sempre con la guida ‘a braccetto’ del comitato presieduto da Sandro Poli ad orchestrare le operazioni, circondati dall’affetto dei circa 6.000 podisti che ogni anno affollano Riva del Garda e dintorni. Al 10 novembre mancano alcuni mesi ma le quote agevolate sono in scadenza, permettendo ai corridori di garantirsi la diciottesima edizione a 26 euro (21K) e 15 euro (10K). L’unico costo per il runner sarà praticamente la quota di partecipazione, cui si potrà aggiungere una cifra di soli 10 euro per portarsi a casa la “Race Jersey” in tessuto tecnico della manifestazione (esclusa dal pacco gara), personalizzata in base alla distanza che si deciderà di affrontare.
Tutto il resto farà parte del ‘programma gratuito’ che fa della Garda Trentino Half Marathon una podistica per tutta la comunità, senza scopi di lucro e con la possibilità – aggiungendo due euro alla propria iscrizione – di fare anche del bene aiutando l’evento nelle iniziative charity (versata a A.I.L. Associazione Italiana contro le Leucemie-Linfomi e Mieloma, Sezione Trentino).
Un altro step è stato da poco raggiunto e superato, quello dei 1000 concorrenti, con il comitato a ringraziare ‘in tutte le lingue’ per l’affezione, visto l’abbondante flusso di stranieri (attualmente all’80%) e le 32 nazioni a colorare il parterre, senza dimenticare l’importante presenza femminile, una delle forze trainanti della Garda Trentino Half Marathon (ora al 50%).
Oltre ai percorsi di 21K con partenza e arrivo a Riva del Garda, di 10K con partenza da Arco ed arrivo a Riva del Garda e la Kids Run dedicata ai piccoli, le iniziative del ‘fuori pista’ sono da leccarsi i baffi, venerdì sera con il “Welcome Pizza Party”, sabato per tutta la giornata con i 500 kg del “Welcome Strudel Party” e domenica con il ristoro finale a disposizione degli atleti ma anche degli accompagnatori. Non mancheranno da degustare i vini del Trentino come Nosiola e Merlot, il formaggio Lagorai e i salumi del Trentino da accompagnare al pane tipico, sino alle ‘fritole de pomi’, a novembre andranno mangiate calde e rappresentano un ulteriore motivo per non perdere tempo e correre immediatamente ad iscriversi alla Garda Trentino Half Marathon.

Per info: www.trentinoeventi.it

ARCO: THE FUTURE OF SPORT CLIMBING. “ROCKY” ALZA IL SIPARIO SUI MONDIALI GIOVANILI

ARCO: THE FUTURE OF SPORT CLIMBING. “ROCKY” ALZA IL SIPARIO SUI MONDIALI GIOVANILI

Conferenza stampa di presentazione dei Campionati Mondiali Giovanili di arrampicata sportiva
“Rocky”, una simpatica capretta, sarà la mascotte ufficiale di Arco 2019
Erano presenti Failoni, Maraschin, Scarperi, Mora, Tavernini, Morandini e Seneci
1300 atleti e 49 nazioni impegnate dal 21 al 31 agosto, Rock Master Duel ciliegina sulla torta

Sulle rocce del Monte Colodri che guardano al Castello di Arco una famiglia di caprette affronta le scalate più impervie. Ecco così che la mascotte ufficiale dei Campionati Mondiali Giovanili di arrampicata sportiva, dal 21 al 31 agosto al Climbing Stadium di Arco, sarà “Rocky”, richiamando la durezza mentale e la forza fisica che caratterizzano la disciplina, rialzandosi sempre dopo ogni caduta come nell’eterna saga di Balboa. E il corrispondente inglese di capra (goat) viene sovente utilizzato come acronimo di “Greatest Of All Times” per definire “il più grande di tutti” di uno sport, dando un ulteriore stimolo ai giovani arrampicatori che si apprestano ad affrontare i palcoscenici dei grandi. Oggi, alla conferenza stampa di presentazione nella sede di Trentino Marketing a Trento, erano presenti l’assessore allo sport e al turismo della Provincia di Trento Roberto Failoni, la direttrice di Garda Trentino Roberta Maraschin, il vicepresidente FASI Ernesto Scarperi, la presidente del CONI Trento Paola Mora, l’assessore allo sport e al turismo del Comune di Arco Maria Luisa Tavernini, il presidente di SSD Arrampicata Sportiva Arco Mario Morandini e il DT del Campionato Mondiale Giovanile Angelo Seneci. Prima di qualsiasi intervento, il comitato arcense si è unito in ricordo di Albino Marchi, Bepi Filippi e David Lama, recentemente scomparsi. L’arrampicata ora è sport olimpico (esordio a Tokyo 2020), una disciplina in crescita esponenziale; e ad Arco l’asticella sarà sempre più alta con oltre 1.300 atleti di 49 nazioni pronti a sfidarsi tra lead, speed e boulder: “In questi 30 anni Arco è profondamente mutata – afferma l’assessore Tavernini – dei ‘visionari’ hanno lavorato in sinergia con l’amministrazione di allora e colto una grande opportunità. L’outdoor ha rivoluzionato la nostra città”. L’arrampicata ha fatto un balzo enorme, anche i tesserati dal 2016 al 2018 sono aumentati a dismisura: “Uno sport giovane ma in crescita – ha asserito Scarperi. – Come FASI abbiamo sostenuto la candidatura di Arco perché il Trentino è il motore principale della disciplina”. Nell’Alto Garda lo sport outdoor riveste un ruolo di primo piano nel progetto turistico, parola di Roberta Maraschin: “Questo è un evento che ci rende orgogliosi perché fa conoscere tutto il Garda Trentino. Esprime grande capacità organizzativa e forte lungimiranza. Ci siamo sentiti spronati a fornire una proposta adeguata a tutti i climbers”.
Il Campionato Mondiale Giovanile verrà trasmesso in tutto il mondo, ed il Rock Master Duel del 31 agosto sui canali di Rai Sport dalle 22.30 alle 23.45. “L’arrampicata vive un periodo d’oro”, sostiene Paola Mora, “si sta diffondendo come disciplina di educazione anche nelle scuole”. L’assessore Failoni è molto vicino e presente sul campo in occasione degli eventi: “Il connubio tra sport e turismo è il motore del Trentino, ed essendo una manifestazione juniores si creano potenziali nuovi turisti”. La SSD Arrampicata Sportiva di Arco è stata la linea guida nel mondo, soprattutto con il Rock Master e con le gare mondiali in Trentino. Mario Morandini, presidente, è stato uno dei fondatori assieme soprattutto a quell’Albino Marchi che ci ha lasciati il 12 febbraio: “I componenti non si sono fermati davanti alle prime difficoltà ed hanno guardato oltre. Questa è una storia che dura da 33 anni e non ci sono ulteriori spiegazioni, si è creata un’alchimia che ha portato grandi risultati”. Doverosa una battuta di risposta all’assessore Failoni che ha ribadito la volontà di non tagliare i fondi destinati all’arrampicata e di sostenere qualsiasi iniziativa dello storico comitato. Morandini non si è lasciato di certo pregare: “L’assessore ci ha suggerito di continuare ad investire e noi di certo non ci tireremo indietro! Presenteremo un progetto che farà discutere, ma se non avessimo fatto così allora, oggi non saremmo qui”. Angelo Seneci è la mente storica (e tecnica) dell’arrampicata: “La parete è stata installata nel 2000 e a distanza di 20 anni è ancora una struttura ideale. Ad Arco si vive l’arrampicata e la città, dove viene inglobata nel tessuto cittadino. Tra le 49 nazioni anche Australia, Nuova Zelanda, Cile, Indonesia, Thailandia, Hong Kong e Singapore, alcune di esse con l’en plein di atleti. Ci saranno 30 giudici impegnati, 80 volontari solo sportivi escludendo i collaterali, verranno da tutta Italia e anche dall’estero per essere presenti”. Il 21 agosto si svolgerà la cerimonia di apertura al Climbing Stadium, dando inizio agli eventi giovanili e chiudendo il 31 con il Duel, per dare continuità al Rock Master: “Dove si affrontano gli 8 migliori al mondo – prosegue Seneci -. Un grande spettacolo con regalo che facciamo a tutti: l’accesso alle gare completamente gratuito. Il 30 ci sarà infine una serata speciale aperta al pubblico, in cui 4 campioni del Rock Master racconteranno i loro mondiali giovanili: Ghisolfi, Ondra, Schubert e Markovic, tutti partiti dal Rock Junior”. Nessuno al mondo come la SSD Arrampicata Sportiva Arco ogni quattro anni organizza un Mondiale, e all’orizzonte vi è anche qualche idea su un nuovo format del Rock Master… Stay Tuned!

Info: www.ywcharco2019.it
Download immagini TV: www.broadcaster.it