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Banff Mountain Film Festival torna sul Monte Rosa

Banff Mountain Film Festival torna sul Monte Rosa

Un concentrato di emozionanti e adrenalinici video mozzafiato, tra grandi spazi selvaggi, natura incontaminata, montagne, fiumi, mari e deserti.

Conto alla rovescia per l’ultimissima tappa nazionale del Banff Mountain Film Festival, uno dei più prestigiosi appuntamenti dedicati al cinema di avventura, alpinismo e sport outdoor. Dopo un viaggio attraverso l’Italia, iniziato lo scorso 19 febbraio a Milano, dopo 12 serate e la presenza di oltre 5000 spettatori, il BMFF torna così ai piedi del Monte Rosa, rinnovando il suo legame con tutti gli appassionati che vivono la loro estate a contatto con la natura!

Monterosa Ski è lieta di ospitare una delle più importanti rassegne mondiali dedicate al film di avventura, alpinismo e sport outdoor. L’appuntamento è per giovedì 21 agosto alle ore 21 presso il Palatenda di Champoluc.

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In circa due ore di proiezione sarà proposta un’accurata selezione dei migliori filmati presentati alla 38ma edizione del festival canadese: da quelli dedicati all’alpinismo, fino ai cortometraggi più intensi e veloci del BMFF, un concentrato di emozionanti e coinvolgenti video mozzafiato (arrampicata, base-jumping canoa&kayak, freeride&freestyle, mountain bike, parapendio, speed-riding, sci&snowboard). Le vette dell’Himalaya, le cascate del Messico, le terre dell’Antartide e le pareti della Scozia a picco sul mare: il richiamo dell’avventura non conosce confini e gli appassionati outdoor troveranno pane per i loro denti. Simone Moro, Ueli Steck, Leo Houlding, Hazel Findlay: sono questi soltanto alcuni dei protagonisti dei film che verranno proiettati, per una serata tutta dedicata a festeggiare insieme lo spirito dell’avventura.

Questo il trailer www.banff.it/trailer-2014/

Per informazioni sugli eventi, le promozioni e le novità di Monterosa Ski seguiteci sulla nostra pagina Facebook e sul sito www.monterosa-ski.com.

Press Office Monterosa Ski: 3d’esign communication – Simone Contini – 0276281152

Monterosa Ski, non solo paesaggi di rara bellezza…

Monterosa Ski, non solo paesaggi di rara bellezza…

L’estate entra nel vivo sulle pendici del Monte Rosa e con sé porta la voglia di divertimento e di montagna.

Dal 12 luglio il comprensorio delle tre valli (Val d’Ayas, Valle di Gressoney e Valsesia) sarà percorribile a piedi o con le mountain bike, in una sola giornata, con l’ausilio degli impianti seguendo i tracciati MonterosaBike.

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Sabato 12 e domenica 13 luglio sulla spettacolare pista riservata di Frachey, poco oltre Champoluc, si disputerà la gara valida per i campionati italiani di Downhill, per una due-giorni all’insegna dell’adrenalina pura.

Non solo sport, ma anche musica e cultura. Nella caratteristica cornice di Gressoney-Saint-Jean, è tutto pronto per l’edizione 2014 del “Walser Festival”. Primo appuntamento estivo del Gressoney Walser Festival, sabato 12 alle ore 21.00Walser Nacht” alla Villa Deslex di Gressoney-Saint-Jean, per dare il benvenuto a tutti gli ospiti con una tradizionale serata di musica, folklore e artigianato della cultura Walser, la popolazione di origine germanica che si insediò nella Valle di Gressoney.

Per chi invece preferisce rimanere sul “classico” l’appuntamento è sempre questo sabato, alle ore 21.15, con il concerto di inaugurazione della Filarmonica “Regina Margherita” di Gaby e Società Filarmonica di Verrès al Palazzo Palatz, per dare il via alla ormai tradizionale “Estate musicale di Gaby”, giunta alla sua 19esima edizione, che organizza fino al 19 luglio corsi strumentali e laboratori di musica d‘assieme, musica da camera, jazz e improvvisazione, coro e MusiCantando per bambini.

Per bambini e ragazzi fino ai 14 anni iniziano i giochi in alta quota: il 12 luglio parte il Crest Summer Park, uno spazio festoso e divertente con giochi e strutture in coloratissimi materiali gonfiabili, giostre, tappeti elastici e tante altre sorprese. A Champoluc in zona Crest, vicino alla Scuola Sci di Champoluc, il Park sarà aperto fino al 31 agosto, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.30.

A Champorcher questo sabato si parte alle ore 8 dal Piazzale Castello per un’escursione guidata alla Tour Ponton, a cura delle Guide escursionistiche naturalistiche La Genziana. L’itinerario per la Tour Ponton percorre la parte alta della valle di Champorcher e permette di dare un’occhiata sia al vallone dell’Urtier che porta a Cogne, con le montagne del Gran Paradiso cha fanno da sfondo. Alle 21 al Salone polivalente Espace di Champorcher “Scegliere per sè”, conferenza dell’Associazione ONLUS “Il bruco e la farfalla” sulle dichiarazioni anticipate di trattamento biologico.

Infine i nostri amanti del trekking e della mountain bike, Monterosa Ski non li lascia senza un sentiero da seguire: sono infatti disponibili le comode cartine per il trekking che permettono di conoscere il territorio del comprensorio in ogni suo angolo più nascosto e le nuove piantine bike per pianificare al meglio le giornate su due ruote e orientarsi in qualsiasi momento.

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MONTAGNA:crisi economica fa spendere alle famiglie meno 6%

MONTAGNA:crisi economica fa spendere alle famiglie meno 6%

Per trascorrere una settimana di vacanza in montagna l’italiano medio spenderà quest’anno 929 euro, contro i 985 euro dello scorso anno, con una riduzione del 6% circa della spesa. A sostenerlo è Skipass Panorama turismo che ha realizzato uno studio previsionale sull’inverno 2012-2013 in montagna. La cifra non riguarda la spesa per la classica “settimana bianca”, che viene offerta con formula promozionale e comprende soggiorno+skipass (si assesta intorno a 496 euro), ma del costo reale di 7 giorni in montagna, comprensivi di viaggio, acquisti vari, ristorazione, hotel, skipass, scuola di sci, divertimento, benessere, utilizzo o noleggio di attrezzature, etc. La riduzione maggiore riguarderà le spese extra (erano 245 euro nell’inverno 2011/2012 e saranno 199 euro nel prossimo inverno) e quelle per la scuola di sci ed il noleggio delle attrezzature, che saranno pari a 182 euro (erano 198 euro lo scorso inverno). In leggera riduzione – in termini assoluti – anche la spesa per lo skipass: nonostante siano già stati previsti incrementi su questo servizio, la spesa per gli sciatori diminuirà leggermente grazie al maggior numero di promozioni, agevolazioni, sconti famiglia, etc. (erano 183,00 Euro lo scorso inverno, saranno 180 euro quest’anno).
Con leggeri indici di crescita, invece, i costi per i servizi di alloggio, che si assesteranno a 316 euro (erano 312 nella passata stagione invernale); in crescita le spese per il viaggio a/r, che raggiungeranno quota 52 euro (erano 47 lo scorso inverno).
Tra le spese extra (199 euro), queste le variazioni piú rilevanti rispetto alla passata stagione invernale: dimezza il budget per l’acquisto di attrezzature per la pratica sportiva; si riduce del 38% la spesa per l’abbigliamento per lo sport; riduzione del 30% anche per quanto riguarda l’abbigliamento per il tempo libero; si riducono del 22% le spese per i consumi nei ristoranti e nelle pizzerie; del 15% i consumi in bar, caffè, pasticcerie, etc.; riduzione della spesa variabile tra il 10% e l’8% anche per gadget, riviste, tabacchi e altri acquisti di vario genere; stabili i costi per il divertimento ed i trasporti pubblici interni alla località; in crescita il budget dedicato all’acquisto dei prodotti tipici locali (+9%); in aumento di circa il 23% le spese per il benessere personale (centri benessere, trattamenti estetici, parrucchiera, etc.); ancora maggiore (sebbene marginale nella totalità del costo della vacanza) la crescita del budget dedicato a momenti di mondanità, come aperitivi, drink serali, etc. Complessivamente, secondo la ricerca, una famiglia italiana composta da padre, madre ed un figlio di 8 anni, spenderà in media 2.245 euro, grazie a sconti ed agevolazioni previsti per i bambini sotto gli 8 anni. Il risparmio, rispetto allo scorso anno, è di circa il 6%: lo scorso anno la stessa vacanza costava 2.400 euro.

 

 

Il primo dicembre apre la stagione invernale di La Thuile

Il primo dicembre apre la stagione invernale di La Thuile

la thuile, valle d’aosta

Quest’anno la neve non ha tradito le aspettative ed è già arrivata. Le piste di La Thuile, il primo dicembre, sono pronte a dare il via alla stagione invernale. Al cancelletto di partenza un ampio bouquet di offerte per tutte le esperienze e tutte le tasche, per vivere la neve e le sue suggestive atmosfere senza troppe limitazioni.

 Uno straordinario scenario naturale racchiuso tra le vette più alte d’Europa attende gli ospiti a La Thuile. 160 km di piste per sciare, volendo, senza ripercorrere mai lo stesso itinerario, tanto divertimento per giovani e appassionati nell’area snowkite e nello snowpark, tutto il piacere dello snow board e tanta poudreuse per i freerider che non amano le strade battute e seguono il proprio istinto.

 Numerose le opportunità per acquistare lo skipass a prezzi agevolati proposte dalle Funivie Piccolo San Bernardo, che per questo inizio di stagione, dall’1 al 6 dicembre e dal 10 al 21 dicembre, hanno scelto di offrire uno sconto di 5 euro sul giornaliero www.lathuile.it.

 Alle famiglie, La Thuile dedica formule vacanza che abbinano al soggiorno anche collettive di sci, attività sportive, ludiche e di relax, senza far troppo male alle tasche. Agli sportivi che desiderano inaugurare la stagione alla grande, dall’ 01 al 22 dicembre col pacchetto “Sci Senza Confini” gli albergatori e i ristoratori offrono 7 notti in hotel mezza pensione con 6 giorni di ski pass compresi.

 La località riserva ai piccoli amici tante esperienze a stretto contatto con la natura e gli animali, tra le quali lo sleddog, ma anche le attività ricreative organizzate dal Bosco Incantato, il piacere dei primi passi sugli sci nel Fantaski, attrezzato parco giochi sulla neve, e il puro divertimento con lo snowtubing.

 Per una concezione più slow della vacanza sulla neve, tanti sentieri per le ciaspole e passeggiate d’inverno alla scoperta del territorio, oltre a momenti wellness da vivere nei centri benessere che si trovano in paese o nelle vicine Terme di Pré-Saint-Didier. Ma un soggiorno a La Thuile è anche l’occasione per fare percorsi eno-gastronomici che lasceranno senza parole le papille gustative. In questo piccolo paese, città del Cioccolato dal 2009, le proposte gourmet sono molte e raccontano, piatto dopo piatto, l’orgoglio di questa terra di frontiera crocevia di culture e tradizioni.

Dal 6 all’8 dicembre arriva a La Thuile il grande igloo tecnologico Jagerdome, di Jagermeister, che durante il giorno offrirà a tutti, e in particolare ai giovani, il piacere di condividere tante attività di intrattenimento sulla neve, mentre la sera cambierà pelle per diventare un locale après-ski, con bar, musica, esibizioni dal vivo di DJ famosi a livello internazionale e giochi di luci per creare la giusta atmosfera.

 

film-documentario sul doping,sci di fondo e non solo

film-documentario sul doping,sci di fondo e non solo

“Sinivalkoinen valhe”, tradotto “La menzogna bianco blu” è il titolo del film-documentario diretto da Arto Halonen che uscirà nei cinema finlandesi venerdì 5 ottobre. La pellicola, presentata recentemente durante una conferenza stampa, ripercorre la storia dell’uso di doping nello sci di fondo e non solo.A pochi mesi dalla vicenda che ha visto protagonista Alex Schwazer durante le Olimpiadi di Londra, il doping si riporta in casa azzurra. Il docufilm riporta infatti testimonianze e accuse di doping per quanto riguarda campioni olimpici, mondiali ed europei.

Le accuse più pesanti sono state rivolte alla sciatrice azzurra, Manuela Di Centa, vincitrice di ben sette medaglie olimpiche. A puntare il dito contro la Di Centa è stato Sandro Donati, consulente Wada (World Anti-Doping Agency), spiegando: “Secondo un’indagine di polizia effettuata nel Centro di studi biomedici di Ferrara una decina di anni fa si sarebbe appurato che Manuela Di Centa è uno dei 33 atleti indagati che sicuramente hanno fatto uso di Epo”, in quel fascicolo c’erano anche Pantani, Fauner (attuale ct del fondo), De Zolt, Albarello, Fondriest, Chiappucci.

Il documentario propone anche interviste all’ex fondista italiano Giuseppe Puliè che afferma che la squadra italiana di sci di fondo, diretta prima da Saderhaju (inizio anni ’80) e poi da Pukkinen (dal 1984 al 1990) avrebbe fatto largo uso di auto-emotrasfusioni almeno fino al 1988 nonostante la pratica fosse stata dichiarata illegale dal 1985. Vi sono inoltre dichiarazioni dell’ex fondista Silvano Barco, già pentito di aver ricorso proprio a queste pratiche, che ha ribadito la sua estraneità all’utilizzo di Epo. Si attendono le dichiarazioni del presidente del Coni, Gianni Petrucci.

Il fenomeno “doping” è un problema che riguarda non solo l’etica sportiva ma anche la salute pubblica. Scientificamente “Costituiscono doping la somministrazione o l’assunzione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive o l’adozione o la sottoposizione a pratiche mediche non giustificate da condizioni psicofisiche o biologiche dell’organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti”, è quanto cita l’art.1 della Legge 14 dicembre 200, n°376.

In italia il doping è un reato penale, punito fino a tre anni di reclusione, che possono diventare di più se ad essere introdotto ad assumere sostanze vietate è un minorenne o se a distribuire le sostanze è un dipendente del Coni. Fino a poco tempo fa il doping riguardava esclusivamente il mondo dello sport professionistico. Studi recenti mettono in luce che un numero crescente di sportivi dilettanti ricorrono all’uso di farmaci e, tra questi, elevatissimo è il numero di ragazzi.

Inoltre, tutti conosciamo sommariamente quali sono gli effetti sulle performance sportive, quanti ne conoscono gli effetti collaterali? Il doping non solo rende i fruitori più sensibili a diagnosi di tumore epatico e leucemia ma ha prodotto anche una malattia molto rara: il morbo di Lou Gerich (sclerosi emiotrofica dei neuroni motori) – dal nome del campione di baseball che ne fu colpito a morte.

Il film dunque, non è solo una denuncia ma anche un modo per dire “Niente doping, solo sport”, come recitava lo slogan dell’ultimo Giro d’Italia e, parafrasando lo scrittore americano Emerson “cerchiamo moltitudini, non cerchiamo steroidi”.

Valanga sull’Himalaya, morto l’alpinista Alberto Magliano

Valanga sull’Himalaya, morto l’alpinista Alberto Magliano

ROMA –

Almeno 13 alpinisti, fra cui un italiano, sono morti sul monte Manaslu in Nepal in seguito a una valanga che ha travolto il campo tre e parte del campo 2. La vittima, 67 anni, si chiamava Alberto Magliano. Alpinista non professionista ma di larga esperienza, si trovava in quota con altri due italiani, Silvio Gnaro Mondinelli, Christian Gobbi. “Siamo stati travolti dalla valanga” racconta Mondinelli “ha portato via una trentina di tende – spiega – mentre dormivamo. Abbiamo perso due nostri compagni: uno sherpa e un nostro compagno di Milano. La montagna è fatta così. Eravamo in un posto tranquillo – ha aggiunto – abbiamo contato 12 corpi estratti dalle tende, ma forse ce ne sono ancora sotto. L’elicottero non può più volare, perché sopra è nuvoloso per cui le ricerche riprenderanno domani. I corpi verranno portati a Kathmandu”.

Magliano è noto per essere stato il primo alpinista non professionista ad aver conquistato le ‘seven summits’, le vette più alte di ogni continente. Il Manaslu è l’ottava montagna più alta del mondo (8.163 metri) e si trova nella catena montuosa dell’Himalaya. “Perché scalare una montagna? Perché è lì”, era una delle citazioni preferite di Magliano, che prendeva a prestito le parole di George Leigh Mallory, precursore del moderno himalaysmo.

Chi era Alberto Magliano
“Il luogo della libertà. Libertà da tutto ciò che ci vincola, ci impedisce, ci limita, ci trattiene in basso”. La montagna in due frasi per Alberto Magliano, 67 anni, triestino di nascita e milanese d’adozione, morto all’alba di oggi sotto una valanga alle pendici del Manaslu, uno dei giganti himalayani.

Diploma di liceo classico, laurea in giurisprudenza, prima dirigente d’azienda e poi consulente, un ‘letterato’ che a 36 anni era stato travolto dalla passione per l’aria sottile e non è più riuscito a farne a meno. Tanto da diventare il secondo alpinista italiano (dopo Reinhold Messner) ad aver scalato le Seven summits, ovvero le cime più alte di ogni continente. “L’alpinismo è una straordinaria attività di vita – scriveva sul suo sito – molto più di uno sport, ma nulla a che vedere con un lavoro: un modo di vivere, forse addirittura una visione del mondo”.

L’esordio sulla roccia della Valmalenco, poi le Alpi centrali e le Dolomiti, le grandi classiche del Monte Bianco. Dal 1994 la passione per l’alta quota, inarrestabile, ha preso il sopravvento. Nemmeno gli insuccessi iniziali (McKinley, Dhaulagiri, Shisha Pangma, Cho Oyu) lo fermano. La corsa inizia nel 1998 con la cima, in solitaria, dell’Aconcagua. Nel 2002 è la volta dell’Everest, al terzo tentativo. “Mi sono sempre considerato un ‘conquistatore dell’inutile – sottolineava – in cui la vacuità dell’oggetto e il disinteresse del soggetto sono clamorosamente compensati dalla faticosa realtà della conquista”.

Il 22 giugno 2003 Alberto Magliano piantava i ramponi sui 6.195 metri della vetta del McKinley, coronando il sogno delle Seven summits. “Le più alte cime del pianeta hanno stimolato la mia concezione dell’alpinismo come gioco e la possibilità di sfatare un mito: dimostrare che anche una persona assolutamente normale, che ha trascorso la propria vita svolgendo un’attività lavorativa del tutto sedentaria, se spinta dalle giuste motivazioni è in grado di scalare queste montagne e di provare quelle indescrivibili sensazioni che comunemente si pensa siano monopolio di pochi eletti”.

La corsa non si è fermata, ormai il ‘virus’ era in circolo. “Credo si tratti di qualcosa di simile al mal d’Africa – spiegava – quelle valli, quella gente, quelle montagne ti prendono il cuore, esercitano uno straordinario richiamo”. Nuove avventure tra Nepal e Pakistan. Nel 2009 era al Manaslu – la ‘montagna dello spirito’ – quando un compagno di cordata, il trentino Giuseppe Antonelli, morì per un edema polmonare. Poi la fatale decisione di tornarci. Lascia la moglie e la figlia Silvia, che solo ieri lo aveva fatto diventare nonno.

L’amico Confortola: “Colpa di un seracco”
Magliano era “una persona molto colta”, è il ricordo di Marco Confortola, alpinista italiano che si trova al campo base sul Manaslu. “Frequentava – racconta – la montagna spesso con le guide alpine. Era già stato sull’Himalaya molte volte”. “Questa valaganga – sottolinea Confortola – non è da imputare agli alpinisti. È stato un seracco a staccarsi e questa valanga purtroppo ha coinvolto il campo 3. Bisogna stare attenti a dare colpe a persone che non hanno colpe. Sicuramente in tutti gli sport abbastanza estremi c’è un rischio”. Il seracco è un crepaccio che si forma nel ghiaccio, lasciando un vuoto scarsamente visibile sotto il livello della neve, che provoca squilibri e causa a volte valanghe.

 

 

 

Si cercano 50 comparse per «La montagna silenziosa» ‎

Si cercano 50 comparse per «La montagna silenziosa» ‎

Le riprese di «La montagna silenziosa» sono in corso nelle province di Trento, Bolzano e Belluno, con il supporto di Trentino Film Commission, Cine Tirol e Business Location Südtirol.
Per le riprese del film sono previsti circa 1.000 ruoli di comparse, una cinquantina dei quali a Trento, dove le riprese avranno luogo nei giorni 27 e 28 luglio 2012.
Il compenso giornaliero previsto per le comparse è di 83 euro lordi.
Per gli interessati, il casting per le comparse si svolgerà martedì 24 luglio dalle 15 alle 20 presso la sede di Trentino Film Commission, in via Zanella a Trento.
Il casting è aperto anche agli interessati a partecipare alle produzioni cinematografiche previste in Trentino a fine estate (scrivere a: info@trentinocasting.com).

 La vicenda
Sudtirolo, 1915: il diciassettenne altoatesino Andreas Gruber, durante il matrimonio della sorella, scopre per la prima volta l’altro sesso: l’italiana Francesca Calzolari.
Ma a questo giovane amore non verrà concesso molto tempo, poiché il giorno seguente Andreas dovrà partire per il fronte.
L’Italia ha dichiarato guerra all’Austria. La prima guerra mondiale trasforma il Tirolo e le Dolomiti in un campo di battaglia.
Con un cast eccezionale, diretto dal regista Ernst Gossner, le riprese di questo film storico sono in corso nelle province di Trento, Bolzano e Belluno.

I ruoli principali sono affidati a William Moseley («Le Cronache di Narnia»), alla leggenda del cinema italiano Claudia Cardinale e alla star televisiva austriaca Fritz Karl.
Il progetto viene realizzato con il supporto di Trentino Film Commission, Cine Tirol e Business Location Südtirol.

 Info
Per le riprese del film sono previsti circa 1.000 ruoli di comparse, 50 dei quali vengono attualmente ricercati a Trento, dove le riprese avranno luogo nei giorni 27 e 28 luglio 2012.
Il compenso giornaliero previsto per le comparse è di 83 Euro lordi.
Per chi fosse interessato a partecipare alle riprese, il casting per le comparse si svolgerà martedì 24 luglio dalle 15 alle 20 presso la sede di Trentino Film Commission, in via Zanella 10/2 a Trento.

Per partecipare al casting è necessario presentarsi muniti di carta di identità valida, codice fiscale e dati bancari (IBAN).
Ciascun provino individuale avrà una durata indicativa di circa dieci minuti.
Chiunque fosse interessato ad un ruolo ma non potesse presentarsi di persona al casting, può inviare via email i propri dati all’indirizzo: derstilleberg@creative-creatures.at, indicando «Extra» come oggetto dell’email e riportando nome, cognome, indirizzo di residenza e recapito telefonico.

Il casting è aperto anche per tutte le persone interessate a partecipare alle future produzioni cinematografiche in Trentino.
Trentinocasting sta infatti cercando alcuni ruoli e numerose comparse per diverse produzioni tra cui la fiction «Una buona stagione» e per il film «Vino dentro», previsti a fine estate

 

 

 

Record mondiale BASE jump: A verso il basso in 90 secondi a 6543 metri

Record mondiale BASE jump: A verso il basso in 90 secondi a 6543 metri

Rozov è una vera superstar nel mondo della BASE salta sito, uno sport estremo che coinvolge saltando da luoghi diversi, come ponti, edifici o torri. Russo, 47 anni, è salti spettacolari già attivi, come il Kamtschatka vulcano (2009) o su Ulvetanna sopra l’Antartide (2010), che lo ha reso famoso nel mondo.

Grazie alle sue ottime capacità di arrampicata, Rozov ha recentemente le cose al livello successivo, rendendo il BASE jump più impegnativi che esisteva prima. Dopo 30 giorni di spedizione che includeva un aumento di sei giorni, “BASE climber”, come si suol dire, i suoi partner e Victor Volodin Alexander Ruchkin raggiunto la cima della Shivling nell’Himalaya indiano il 25 maggio , alle 13:30.

 

Dopo una pausa di ristoro, Rozov trovato il posto perfetto per decollare a 6420 m, dove per cercare di battere il record mondiale. Soli 90 secondi più tardi, dopo aver avuto una velocità fino a 200 km / h, il russo sbarcato 2200 m al di sotto del ghiacciaio.

Altri membri della spedizione li sono voluti tre giorni per completare la discesa.

“Questo è stato il mio primo progetto in Himalaya”, ha detto doppia skydiving Campione del Mondo dopo il volo che stabilito un record mondiale. “Abbiamo incontrato alcune difficoltà lungo il percorso, quindi sono molto contento che si possa completare con successo il salto.”

Raggiunta la cima, Rozov, Ruckhin Volodin e sono diventati la prima montagna russa mai scalato Shivling, noto per i passaggi pericolosi. Infatti, questo picco, che viene spesso denominato “il Cervino dell’Himalaya”, grazie alla forma e il fatto che la fonte di acqua più importante del Gange fu conquistato solo la prima volta nel 1974.

 

 

 

 

Transilvania:il principe carlo d’inghilterra sta lavorando per investire soldi sul turismo in Transilvania

Transilvania:il principe carlo d’inghilterra sta lavorando per investire soldi sul turismo in Transilvania

MDRT ha annunciato che il governo a sviluppare una strategia con la Casa Reale d’Inghilterra, vale a dire i rappresentanti del principe Carlo per promuovere il turismo nei Carpazi Partnership mira a promuovere alcuni progetti specifici da Gourmet Festival per promuovere il turismo nelle aree rurali
Sviluppo regionale e il ministro del Turismo, Eduard Hellvig ha detto ieri in una conferenza stampa in Targu Mures, che il governo a sviluppare una strategia con la Casa Reale d’Inghilterra, vale a dire i rappresentanti del principe Carlo a favore del turismo nei Carpazi. Ministro Eduard Hellvig detto che il Segretariato generale del governo (GSG) è un segretariato tecnico per coordinare una strategia per sviluppare il turismo nei Carpazi, in questa discussione qui la settimana scorsa, il principe Carlo consulente presso il Ministero dello Sviluppo, Mediafax .
“Non dobbiamo reinventare la ruota, abbiamo cose che possono essere promossi”
“La settimana scorsa ho incontrato con il consigliere principe Carlo, è stato il Ministero dello Sviluppo, dove abbiamo avuto una discussione in cui ho ringraziato Sua Eccellenza il Principe Carlo fatto lo sforzo e ha continuato il sostegno a progetti che hanno governo rumeno. so che il GSG è un segretariato tecnico per coordinare una strategia per sviluppare il turismo nei Carpazi. sono state discussioni, fornisce un governo a livello di strategia, ancora una volta dimostrato che non dobbiamo inventare cose nuove, ma . deve utilizzare ciò che esiste come sviluppo delle risorse e la promozione della Romania non è necessario reinventare la ruota, abbiamo cose che possono essere promossi, questo è il motivo per parlare di turismo di nicchia, turismo culturale, le cose che sono qui – tradizione cultura, siamo a portata di mano e dovremmo usare in modo da creare posti di lavoro e valore per l’economia nazionale “, ha detto Hellvig, aggiungendo che entrambe le parti funzionano molto bene. Ha detto che la partnership mira a promuovere i Carpazi, e progetti specifici. “Questa partnership (con la casa reale d’Inghilterra) è principalmente quello di realizzare una strategia coerente per promuovere l’Carpazi, da un lato, e dall’altro, l’avvio di progetti specifici da Gourmet Festival per promuovere regioni turistiche aree rurali, fornendo finanziamenti per le infrastrutture turistiche – riabilitazione strade parlando – le infrastrutture all’interno della regione promosso Così è un insieme e una serie di misure per garantire lo sviluppo XXI secolo, delle regioni e di ciò che abbiamo. la loro promozione. non è necessario reinventare nulla, dobbiamo utilizzare ciò che abbiamo e sviluppare il livello del secolo XXI. strategia iniziata, c’era già la prima discussione di esperti di questa settimana, sono stato informato che hanno cominciato a lavorare sui documenti ” ha detto.
Il principe Carlo entrerà nel mese di luglio in una visita privata in Romania
Hellvig dimostrato che è possibile incontrare personalmente con il principe Carlo per i colloqui di questa estate. “Lo so, i colloqui con il consigliere principe Carlo, nel mese di luglio arriverà in in visita privata in Romania, siamo d’accordo, se necessario, e ci sarà tempo per rispondere. In caso contrario, ci sarà ancora da lavorare e il Principe Carlo e consigliere della Fondazione del Principe Carlo, che è costantemente in Romania e lavora con le autorità locali “, ha aggiunto. Hellvig Mures è quello di visitare due obiettivi di investimento – a sportivi e strada comunale, sia MDRT restaurato fondi, la città di Pianura Really.

Piergiorgio, il pilota trentino che salva la gente sull’Everest (montagne)

Piergiorgio, il pilota trentino che salva la gente sull’Everest (montagne)

24 maggio 2012 – Questa volta a costringerlo alla resa non sono state le condizioni atmosferiche. No, questa volta ha dovuto alzare bandiera bianca a causa del sovraffollamento della vetta più alta del mondo. Sembra una notizia-bufala, invece è tutto vero. L’alpinista bergamasco Simone Moro ha rinunciato definitivamente alla salita senza ossigeno della cima dell’Everest, nonché all’ambita traversata Everest-Lhotse proprio per l’eccessiva presenza di appassionati, come ha spiegato lo scalatore al sito montagna.tv: «Salire adesso è pazzesco. Ci sono troppe persone che in queste ore affollano la via normale di salita».

Moro avrebbe dovuto raggiungere il campo 3 al Colle sud, sulla via normale e tentare la vetta. Invece è rientrato al campo base. «Sarà un disastro – ha proseguito l’alpinista orobico – . C’erano 210 persone sulle corde fisse che salivano. Impossibile superare, erano lentissimi. È impossibile per me tentare la scalata senza ossigeno, con quella fila impressionante prevedo incidenti. Ho visto gente totalmente impreparata, che non sa mettere il Jumar nelle corde fisse e ad ogni modo chiamava lo sherpa per farselo togliere e rimettere a monte. Mi dispiace molto. Stavo benissimo, niente mal di testa, ma avere 210 persone davanti o sotto quando scendi è un suicidio. Significa stare fermo per delle ore e congelamenti assicurati. Sembrano tutti impazziti per l’Everest, ma il livello è spesso vergognoso. La mia comunque non vuole essere una lamentela. L’Everest è di tutti e quella gente paga e crea business in Nepal, ma la traversata dovrò tentarla in autunno o in un altro momento. Adesso è pazzesco. Ci sono morti ovunque». Moro stava salendo insieme ai fratelli altoatesini Hans Peter e Helmut Karbon, che volevano filmare la scalata. Secondo i programmi avrebbero dovuto arrivare in vetta oggi, poi avrebbero cercato di recuperare il corpo di un’alpinista morta in quota e se fossero rimaste le forze, Moro avrebbe tentato la traversata Everest-Lhotse. Ora l’alpinista bergamasco dovrà aspettare la primavera. Il sogno rimane quindi nel cassetto, «rimandato a tempi migliori».