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IL CIOCCO: TRA STORIA E STERRATI IN MTB. OBIETTIVO CAMPIONATO DEL MONDO

IL CIOCCO: TRA STORIA E STERRATI IN MTB. OBIETTIVO CAMPIONATO DEL MONDO

Si sta avvicinando la data del 25 settembre per un appuntamento dedicato ai master
Il primo Campionato del Mondo MTB Marathon riservato agli over 35
Occhio al belga Roel Paulissen, è uno dei “predestinati”
Percorso di 64 km e 2600 m. di dislivello pronto da provare

Il count-down, in attesa del via al primo Campionato del Mondo MTB Marathon Master di sabato 25 settembre al Ciocco, si fa sempre più risicato.
“We are back” è lo slogan, e la mtb che conta ritorna nella località toscana con un appuntamento iridato dopo 30 anni. Gli organizzatori di Ciocco Bike Circle offrono agli appassionati di mtb un bike park di classe, con gli spunti del tracciato del Campionato Mondiale 1991, aggiornato nel tempo e perfezionato in particolare con gli ultimi eventi, come il Campionato Italiano assoluto e di e-mtb del 2020.
Le gare marathon sono la nuova ‘chicca’ del Ciocco e dopo il test event di luglio, con gli adeguati aggiornamenti, il percorso ben si presta ad un confronto master di Campionato del Mondo: 64 km suddivisi in due giri ed un totale di 2600 metri di dislivello.
È una bella escursione in Garfagnana e nella Valle del Serchio con focus sulla tenuta del Ciocco, la “Living Mountain” che ospita, come nel 1991, la partenza e l’arrivo all’interno dello stadio. La prima parte di gara porta i concorrenti a salire dai 656 metri fino in quota a poco meno di 1000 metri in meno di 4 km, parte off-road su sterrato e parte su asfalto. E il Ciocco, dopo un attraversamento attorno al decimo chilometro, torna in scena nel finale con l’iceberg dell’ultima salita e successiva discesa conclusiva sfruttando il flow trail, uno dei percorsi più frequentati dai bikers in cerca di emozioni.
Il tracciato ad anello nei suoi 32 chilometri porta “a spasso” i master anche attraverso alcuni borghi caratteristici della Garfagnana e della Valle del Serchio, nei quali l’intensità della storia e dell’arte sono ben evidenti. Il primo che si incontra è il borgo di Treppignana, una piccola roccaforte medievale arroccata a 570 metri con la gara che l’abbraccia per intero, addirittura facendo l’inchino all’antica chiesa di San Martino. Poi il Campionato Mondiale Marathon Master va a lambire Albiano, dove case antiche e moderne si aggregano in un originale abitato con la piccola chiesa di San Rocco. Non passa inosservato poi il centro storico di Barga, che i bikers affronteranno dopo 15 km di gara: è un autentico gioiello. Barga è stato feudo della famiglia longobarda dei Rolandinghi e risale al 180 a.C.
Siamo nella Valle della Poesia e “Barga offre ancora – scrive Giuliana Gramigna – il colore compatto della pietra serena dei suoi selciati, il grigio delle murature, il sapore del pecorino locale che, nel suo profumo, si sente sull’uscio del pizzicagnolo, la visione delle tessandole che in bottega intrecciano panni in lana di pecora. A volte, d’autunno, perfino l’odore della svina che invade le strette carraie salendo dalle cantine di via di Mezzo”.
È quasi un peccato lasciare uno dei più bei borghi d’Italia quando si esce dalla porta Macchiaia, ma la gara riserva ancora altre viste di incommensurabile bellezza, come l’abitato di Sommocolonia. È un antico avamposto romano, con storiche case in pietra, e i bikers passeranno proprio nel cuore del tipico borgo lucchese.
Per chi ama pedalare, ovviamente, è il tracciato a fare da richiamo. Al primo Campionato Mondiale Marathon Master c’è tutto quello che una competizione di questo genere richiede: sterrati, mulattiere, acciottolati, guadi, single tracks, salite, discese, e… per fortuna che c’è anche un po’ di asfalto per riprendere fiato dopo i continui “mangia e bevi”, autentici su e giù che fanno la differenza in classifica. Il dislivello di 2600 metri sui due giri ci sta in una sfida di questo genere e, per chi punta a conquistare un posto che conta in classifica o addirittura la maglia iridata che rimarrà nella storia, il tracciato è aperto ai test. Del resto le strutture alberghiere nella tenuta del Ciocco, proprio a ridosso del percorso, offrono tante opportunità, per chi invece vuole regalarsi una vacanza “top” all’interno del Ciocco c’è sempre l’esclusivo Renaissance.
Le iscrizioni sono aperte (sul sito www.cioccobike.it tutte le indicazioni e regolamento del caso) e per tutti è annunciato un pacco gara da… leccarsi i baffi. Lo zainetto ‘commemorativo’, oltre al berretto che ricorda l’evento, conterrà una serie di specialità gastronomiche della fantastica Garfagnana, e chi conosce la zona sa bene di cosa si parla. Per chi invece non è mai stato in Garfagnana questa è una “ghiotta” occasione per esplorarla, in mtb ovviamente.
Tra gli iscritti svetta il nome di Roel Paulissen, il belga già campione del mondo che ora si diletta tra i master e che indossa una fresca maglia di campione europeo.
Info: www.cioccobike.it

ALLA SCOPERTA DEL TRACCIATO DEL CIOCCO. JANES SOGNA IL 12° TITOLO MONDIALE MASTER

ALLA SCOPERTA DEL TRACCIATO DEL CIOCCO. JANES SOGNA IL 12° TITOLO MONDIALE MASTER

Il tracciato del Campionato Mondiale UCI Marathon Master è pronto
Silvano Janes, al Ciocco anche nel ’91, ha testato il percorso
È stato migliorato rispetto al test event, 64 km e 2600 metri di dislivello
A spasso con la mtb in Garfagnana, sarà una festa anche il Revival

Il poeta Giovanni Pascoli in Garfagnana, e particolarmente nella tenuta del Ciocco, era di casa. In una delle sue opere più celebri, Il Fanciullino, scriveva che “il nuovo non s’inventa: si scopre”.
Il “nuovo” Campionato Mondiale UCI Marathon Master, appunto, non si inventa al Ciocco, si “scopre”. Sarà il 25 settembre prossimo, proprio a celebrare i 30 anni dal primo Campionato Mondiale di mountain bike in Europa, e per la ricorrenza domenica 26 settembre è in programma anche il “Revival” con tanti campioni e comuni bikers impegnati su un percorso che vuole ricordare l’evento del 1991. Paola Pezzo ci sarà con la sua Gary Fisher, con la quale vinse le Olimpiadi di Atlanta 1996, Hubert Pallhuber con la sua DBR Axis TT in titanio con cui vinse il Mondiale a Chateau d’Oex nel 1997. Ma sono in arrivo altri testimoni con bici eccellenti.
Ieri al Ciocco, la ‘Living Mountain’, è arrivato un altro personaggio del ciclismo mondiale per “scoprire” il percorso della gara iridata del 25 settembre, non certo un… fanciullino. Silvano Janes, ex azzurro elite, classe 1955, un paio d’anni fa aveva abbandonato l’agonismo, pago di 11 titoli di Campione del Mondo Master (mtb cross country e strada), 5 titoli europei e 48 titoli tricolori. È anche un grande interprete delle gare marathon e al richiamo del primo Campionato del Mondo UCI Marathon Master non ha saputo resistere. Silvano Janes sarà al via della gara del Ciocco il 25 settembre. Per Janes una marea di ricordi, perché nel 1991 c’era anche lui con la nazionale cross country, incluso nella categoria veterani perché in quegli anni gli over 35 finivano in quella classifica. Tra gli elite vinse John Tomac (USA) davanti ad un altro mito della mtb, Thomas Frischknecht (SUI).
Per Silvano Janes un po’ di commozione quando arriva al campo di calcio del Ciocco, dove nel 91 scattò il Campionato del Mondo: “Ma partiremo nuovamente qui?” Lui, fisico da atleta nonostante i suoi 65 anni (si allena ancora tutti i giorni in bici, anche con grandi campioni come Gilberto Simoni e Martino Fruet), abbronzatissimo, ha avuto un attimo di impasse. Poi ha voluto salire in sella e scoprire il tracciato di 32 km da affrontare due volte, con un totale di poco più di 2600 metri di dislivello.
“Rispetto al test event di luglio il tracciato è stato ammorbidito”, spiega il team event manager Valerio Barsella, “rendendolo a misura e adatto ad un campionato master, il primo in assoluto e sotto l’egida UCI”.
Dunque partenza dallo stadio, come nel ’91, poi un breve tratto di asfalto in salita, un chilometro in off-road e ancora circa un chilometro d’asfalto per prender fiato e salire in cima al Ciocco. Da lì una discesa sterrata, impegnativa quel che basta, porta i bikers all’originale paesino di Treppignana. “Questa discesa – commenta Janes – è impegnativa, tutta da guidare, devi scegliere le traiettorie giuste perché ci sono dei sassi mossi”. Treppignana è bella da ammirare, anche in mtb. Dal piccolo borgo, dove la strada finisce, si scende per un acciottolato e poi si entra nel bosco per rientrare al Ciocco, passando proprio sotto la grande piscina dell’Hotel Renaissance. Da lì la gara scollina fino ad Albiano con un tratto che consente di tirare il fiato, ma nel finale c’è un single track in discesa, stretto, veloce e tutto da guidare. È la famosa discesa delle trote. È un tratto in cui chi sa guidare fa la differenza. Poi quattro pedalate sull’asfalto, un piccolo guado, un ponte dove chi vuole può mettersi in luce, come Janes diventato d’un colpo ragazzino, con una bella impennata nella scalinata in salita ed un salto su quella in discesa. Una breve e inedita salita porta poi a Barga, uno dei più bei borghi d’Italia e dove il sole tramonta due volte! Succede d’inverno, due volte all’anno per una particolare situazione di allineamento del sole. Infatti in quei giorni di novembre e di gennaio il sole tramonta prima dietro un grande arco aperto nella montagna, per ricomparire, qualche minuto dopo, così da avere poi un secondo tramonto sulle Alpi Apuane.
La gara attraversa Barga proprio nel centro storico, poi sale fino a Sommocologna. Metà salita in asfalto, metà in acciottolato. “Questo tratto asfaltato ci vuole proprio – dice Janes, – qui prendi fiato, puoi bere e reintegrarti”. Anche il borgo di Sommocologna viene solcato dalla gara e poi c’è un’ultima salita decisamente impegnativa, quella che probabilmente potrà decidere la classifica a detta di Janes. Gli ultimi 5 – 6 chilometri sono in discesa lungo la pista tradizionale del Ciocco (Flow Trail), parte anche di quella utilizzata nel 1991. Poi si piomba nello stadio per ripartire con un secondo giro.
“Sarà una gara bella tosta – rimarca Silvano Janes – col giusto equilibrio di salita e discesa e la quantità ideale di asfalto per recuperare le energie. Credo sarà molto bello gareggiare qui, i migliori sapranno emergere fin dalle prime battute. Una gara qui al Ciocco, mondiale come nel 1991, è una bella storia per tutti. Davvero invito tutti i master a partecipare, qui scriveremo una pagina importante della storia della mtb. È stato importante che l’UCI abbia proposto il campionato mondiale Master anche nel marathon. Mi piacerebbe vincere la mia dodicesima medaglia d’oro, per poi smettere definitivamente… Però nel 2022 a Trento c’è il Campionato Mondiale master su strada, avrò 67 anni, ma il Monte Bondone me lo “bevo” quasi tutti i giorni in allenamento, per me è una passeggiata. Ho vinto lì anche il Campionato del Mondo su strada master nel 2015. Mi sa che non mi arrendo!”
Intanto è ora di segnare l’appuntamento toscano sul calendario, 25 e 26 settembre. Il Ciocco chiama!
Info: www.cioccobike.it